Nove titoli WRC, una Pikes Peak, l’esperienza nel mondiale WTCC, Le Mans, la Formula 1 – seppur per pochi giri -. A Sebastien Loeb mancava ancora qualcosa, un’altra esperienza da aggiungere a un bagaglio straordinario e il prossimo gennaio per lui sarà Dakar 2016. Peugeot Sport cala il poker d’assi, che dovrà portare al traguardo le 2008 DKR16, evoluta dopo l’esperienza sul campo della scorsa edizione, buona per apportare tutte le modifiche necessarie per battere chi, la Dakar, l’ha vinta negli ultimi quattro anni: Mini. «Ho scoperto lo sport automobilistico solo a 18 anni, quando ho disputato i miei primi rally. Da allora, mi sono interessato a tutte le tipologie di gare di automobilismo e la Dakar fa parte di esse», spiega Loeb, chiamato a una sfida completamente diversa da quelle affrontate finora: «La Dakar è molto diversa dal tipo di corse alle quali mi dedico in questo momento. Sarà lunghissima, più di due settimane! E dovrò fare esperienza di durata per gestire la vettura su una simile distanza. Richiede un approccio diverso alle corse. Scoprirò tutto in gennaio». Il primo rodaggio, dopo i test dello scorso giugno, avverrà in Marocco, nel rally che partirà il prossimo 3 ottobre e lo vedrà al volante della 2008 DKR 2015, mentre Sainz guiderà la DKR16: «Quando ho provato la Peugeot 2008 DKR in giugno, mi ha impressionato immediatamente. E da allora ha subito molte altre evoluzioni!». Più leggera, con una nuova aerodinamica, dimensioni riviste – passo allungato, larghezza pure, sbalzi ridotti – motore turbodiesel 3 litri portato a 350 cavalli. Un progetto che ha fatto tesoro delle indicazioni avute durante una Dakar 2015 difficile e avara di soddisfazioni sul piano sportivo, densa però di esperienza. Dovrà resettare il modo di interpretare i rally, Loeb, che spiega: «La cosa che mi ha colpito di più è capire fino a che punto guidare la vettura della Dakar è un’esperienza completamente nuova. Nel WRC ero abituato ad aggirare gli ostacoli ma, con questa vettura, ci si può passare sopra. Ovviamente, avere una tale sicurezza per attaccare in questo modo richiede una fase di adattamento». La sfida, poi, del correre anche sulle sensazioni, «finora ero abituato a correre basandomi su note molto dettagliate: nel rally raid, talvolta bisogna trovare la pista giusta e improvvisare la propria traiettoria. Inoltre, è la prima volta che guido una vettura con un motore diesel nelle gare. Avrò molte cose da scoprire e sono impaziente di impararne molte altre». Al proprio fianco avrà il navigatore di una vita, Daniel Elena, sul sedile destro durante l’epopea nel WRC e ora pronto a debuttare anche lui al Rally del Marocco. E’ la ciliegina sulla torta, l’arrivo di Loeb in Peugeot Sport per la campagna della Dakar 2016 e Bruno Famin, direttore della divisione commenta così la definizione dell’accordo: «Come ci aspettavamo da quando abbiamo avuto il privilegio di lavorare con lui, Sébastien è stato impressionante sin dalla prima volta in cui si è seduto in macchina. Come al solito, ha affrontato i primi test con un approccio misurato per capire la vettura, tappa dopo tappa. A questo punto, il suo talento naturale ha preso il sopravvento. Dato che abbiamo migliorato la vettura in molti punti dall’ultima Dakar, la firma di Sébastien Loeb è il tassello finale del nostro puzzle». Fabiano Polimeni loeb5 loeb4 loeb3 loeb2