La giornata conclusiva di questa 42ª edizione della Dakar, svolta per la prima volta in Arabia Saudita, ha sancito la vittoria finale di Carlos Sainz, del suo navigatore Lucas Cruz e del team ufficiale Mini X-Raid. Lo stage odierno da Haradh a Qiddiyah è stato accorciato per via di problemi con i lavori a un impianto petrolifero cui si passava vicino, e così i 167 km di effettiva prova speciale (su 429 complessivi) non sono stati sufficienti a ribaltare una classifica in cui lo spagnolo ha potuto gestire un vantaggio di oltre 10 minuti su Nasser Al-Attiyah.

Il qataro della Toyota Gazoo si è comunque difeso con onore vincendo la prova odierna con un vantaggio di 1'32" su Yasir Seaidan e di 3'16" su Orlando Terranova, entrambi su Mini. Con il 4° posto a ulteriori 9 secondi soltanto, Fernando Alonso (Toyota) conclude brillantemente una Dakar che l'ha spesso visto tra i protagonisti: peccato per i pesanti ritardi accumulati in due occasioni. Distacchi ridotti invece per gli altri piloti di vertice: Stephane Peterhansel (Mini) non va oltre il 5° posto per altri 6 secondi, e dietro a lui di 25 secondi troviamo Carlos Sainz oggi 6° in "modalità gestione".

Risultati questi che permettono appunto a Sainz la vittoria finale – la sua terza in questo raid dopo quelle del 2010 e del 2018 – con un vantaggio complessivo di 6'21" su Al-Attiyah, il quale con il successo di oggi consolida il 2° posto generale su Peterhansel, staccato di 9'58 complessivi. Tra gli altri svetta il locale Yazeed Al Rajhi (Toyota) con un gap di quasi 50 minuti, mentre Alonso non può andare oltre il 13° posto finale a causa delle ben oltre 4 ore di ritardo. Il tutto con 61 auto e 34 side-by-side riusciti a concludere i quasi 5mila km complessivi, su 83 e 46 rispettivamente alla partenza.

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