Sarà solo a fine novembre che scopriremo il percorso della Dakar 2022 nei minimi particolari. Una corsa da 8.000 km che rivela a grandi linee la traiettoria che seguirà dal 2 al 14 gennaio, dalla partenza da Ha'il - già sede di una frazione e nel 2021 a ospitare il giorno di riposo - all'arrivo di Jeddah.

Subito alla prova tra le dune 

In mezzo, un avvio che punterà verso sud-est, la zona desertica - un oceano di sabbia per dirla con le parole di David Castera nel corso della presentazione dell'edizione 2022 - dell'Empty Quarter, il deserto di Rub' al Khali dal quale si risalirà verso Riyadh, per uno stop, giornata di riposo prevista l'8 gennaio.

La prima settimana sarà già decisiva per i distacchi, perché metterà sul campo le capacità di navigazione nel deserto. Verso Jeddah si andrà completando due giornate con la speciale Marathon, priva di assistenza meccanica al bivacco. 

Classe ibrida al debutto

Le iscrizioni alla Dakar 2022 si apriranno il 15 maggio, altro passo della lunga attesa per il rally raid che, il prossimo anno, vedrà al via Audi con un prototipo ibrido, in grado di muoversi in elettrico nei tratti di trasferimento. In prova speciale sarà alimentato da un motore turbo benzina. Correrà nella categoria T1-E, novità che l'organizzazione introdurrà per classificare i progetti ibridi. 

La Dakar e il futuro elettrificato

La visione della Dakar sui prossimi anni e il contenimento delle emissioni inquinanti delinea altri passaggi, come il debutto nel 2023 dei primi veicoli alimentati a idrogeno, con la possibilità che sia la categoria dei camion ad accogliere prototipi inediti. 

Tra 2024 e 2025 si avranno importanti modifiche al format sportivo e la categoria T1-E verrà ampliata nella tipologia di veicoli ammessi.

I top driver, nei piani dell'organizzatore, dal 2026 correranno su prototipi a basse emissioni, mentre l'intenzione è di caratterizzare l'intera Dakar competitiva, dal 2030, con veicoli a ridotte emissioni inquinanti.