Dakar 2024: il fuoristrada che ribalta un camion, la storia di Silvio e Tito Totani

Dakar 2024: il fuoristrada che ribalta un camion, la storia di Silvio e Tito Totani© via X

Storia di collaborazione e condivisione delle difficoltà, quella dell'equipaggio dei fratelli Totani che riesce a rimettere sulle quattro ruote l'Iveco numero 607. Il racconto dei protagonisti

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Fabiano Polimeni

12 gennaio

Mille storie dalla Dakar, che è anche altro rispetto alla corsa dai big che lottano per la vittoria di tappa e della generale. Storie di condivisione e solidarietà sportiva scritte tra le dune. L'assistenza tra motociclisti, la collaborazione tra partecipanti in classi differenti, sono scene che solo il rally raid più famoso al mondo può regalare.

Capita anche che l'equipaggio formato da Silvio e Tito Totani, aquilani, in gara con il loro Nissan Patrol numer 271, iscritto nella classe T1.1, riesca a supportare il camion di De Groot-Hulsebosch-Van Rooij. L'impresa fa il giro dei social, documentata in video, rimette sulle quattro ruote il prototipo Iveco Powerstar della categoria T5.1. Un peso massimo da ribaltare con un fuoristrada di gran lunga più piccolo e leggero. 

Tito Totani e il vero spirito della Dakar

"È stata un'iniziativa spontanea da parte nostra non era assolutamente una cosa dovuta, ma lo spirito vero della Dakar è questo: ci si dà una mano a vicenda", racconta Tito Totani.

"Siamo finiti in un mega buco, poi ci è finito un side-by-side, poi un camion enorme e si è ribaltato. Poi c'erano due giapponesi, altra gente, un bel casotto. Non c'era verso di uscire se non aspettando un camion che ci tirasse da fuori", racconta dall'account Instagram di Totani Racing. 

"Visto che non passava nessuno, mio fratello ha coordinato 14 persone e abbiamo iniziato a tirare fuori la nostra macchina. Poi la nostra è riuscita a rimettere dritto il camion che si era ribaltato. Una cosa da farci un film e alla fine siamo usciti, ma una cosa impensabile e inimmaginabile. Gli olandesi erano increduli perché nessuno pensava che un fuoristrada potesse tirar su un camion in quel modo".

Il ritorno alla Dakar d'Arabia dopo due anni

La storia di Silvio Totani e Tito Totani alla Dakar inizia nei primi anni Duemila. Silvio sul camion di Miki Biasion nel 2009, Tito due anni più tardi con Renato Rickler del Mare. Nel 2012 gareggiano insieme su un Mitsubishi Pajero. Il ritorno alla Dakar è avvenuto nel 2022, con il Nissan Patrol impegnato nell'edizione in corso di svolgimento. 

Dopo l'esperienza vissuta nella prova speciale numero 5, che ha fatto il giro dei social, l'equipaggio italiano è stato costretto a rinunciare alla Marathon di 48 ore, a causa di un problema al radiatore. La scoperta, prima di arrivare al bivacco al termine della speciale numero 5, quella del "recupero" del camion. 

"Siamo costretti a giocarci il jolly e saltare la tappa per poter riparare Tanit. Trattandosi di una tappa Marathon di due giorni, senza alcun tipo di assistenza, infatti, avremmo rischiato di restare all'interno dell'anello nel bel mezzo del nulla nell'Empty Quarter e di non poter più proseguire la gara. Ci dirigiamo quindi direttamente a Riyadh".

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Il Nissan Patrol è Tanit

Storia tra le storie, il Patrol battezzato "Tanit", divinità fenicia e cartaginese, venerata come Dea della fecondità. "Fu la principale divinità dell'Africa settentrionale pre-romana e godeva di speciali favori e venerazione da parte dei cittadini di Cartagine e del suo impero. La sua effigie compariva nella maggior parte delle monete della città punica, che era la maggior potenza commerciale del Mediterraneo.
La venerazione di Tanit non solo sopravvisse alla distruzione di Cartagine, ma si rinnovò e si diffuse acquistando larga popolarità in Occidente, anche a Roma e nell'esercito romano.
Il simbolo di Tanit è una piramide tronca portante una barra rettangolare sulla sommità. Su questa barra appaiono il sole e la luna crescente. Un'immagine astratta che, nell’insieme delle parti, da? la parvenza di donna stilizzata.
Quello di Tanit è quindi un simbolo benaugurante di abbondanza, fertilità e protezione, legato al significato di "Dea Madre".


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