Il caso Veiby continua a produrre effetti anche ben oltre la conclusione del Rally del Portogallo, dove il pilota norvegese è stato escluso, accusato di aver eluso i protocolli anti Covid, rimediando pure una sospensione di sei mesi.

Un fatto di cui ora purtroppo fa indirettamente le spese anche Andrea Crugngola, che avrebbe dovuto prendere il via del Rally d'Italia - in programma dal 2 al 4 giugno - su una Hyundai i20 R5 ufficiale, seguita in gara dallo stesso team che schiera abitualmente Veiby, i cui uomini sono però stati messi in quarantena dopo essere stati a stretto contatto con il driver scandinavo.

Salta così il rientro di un pilota italiano schierato da una casa ufficiale in una gara del Mondiale (l'ultimo era stato Gigi Galli, ai tempi della Mitsubishi). Per Crugnola viene meno, oltre all'opportunità di competere nel Wrc 2 in Sardegna, la possibilità di svolgere una gara importantissima anche in vista del San Marino, che a fine giugno segnerà la ripresa delle ostilità nel Tricolore.