WRC, arriba Mexico!

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Tutto pronto a Guanajuato per il terzo appuntamento iridato della stagione sulle speciali ad alta quota degli altopiani messicani

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Marco Giordo

14 marzo

Il mondiale rally corre questo fine settimana la terza prova della stagione, il 19° Rally del Messico. Questo sarà come d’abitudine il primo importante appuntamento dell’anno sullo sterrato, la prima gara vera della stagione dopo due rally atipici come Montecarlo e Svezia. Una corsa però dove il caldo mette sempre a dura prova piloti e propulsori, una gara lunga e difficile che si disputa in altitudine sulle veloci, impegnative e rocciose speciali ricavate nella Sierra de Lobos e nella Sierra de Guanajuato. E soprattutto l’altitudine alla quale si corrono le varie prove speciali, sarà come sempre un fattore importante perché causa da sempre ripercussioni sulle prestazioni dei motori. La curiosità è quella di capire di quanta potenza stavolta usufruiranno i vari motori, tre anni fa c’erano ancora le Wrc Plus e vinse Ogier con la Toyota davanti a Tanak (Hyundai) e Suninen (Ford) con la gara, svoltasi in modo surreale dato che l’epidemia del Covid-19 dilagava in Europa, che si era conclusa il sabato sera, dopo una decisione concordata per permettere a molti addetti ai lavori di ritornare quanto prima a casa in Europa, visto che per la situazione globale del coronavirus molti voli erano stati cancellati e molti aeroporti chiusi. Sarà questa la prima volta delle Rally 1 in Messico, visto che la gara non era stata inclusa nel calendario nelle ultime due stagioni. C’è curiosità sulle performance delle varie vetture visto che in altitudine, come si sa, i motori perdono circa il 20% delle loro prestazioni perché soffrono la minor presenza di ossigeno, mentre la componente elettrica non viene interessata da questo problema. In Messico tutte le prove speciali della gara si disputano ad alta quota ad un’altezza media di oltre 2.000 metri, arrivando addirittura a 2.700 metri nel crono di Ortega. La curiosità statistica di questa gara è che in Messico la Hyundai non è mai riuscita a salire sul gradino più alto del podio. La Ford ci è riuscita nel 2004 con Markko Martin sulla Focus e nel 2018 con Ogier, la Toyota solo nel 2020 sempre con il campione transalpino. La casa coreana si è preparata a puntino con dei test in altitudine nel sud della Spagna a Huelva, così come hanno fatto sempre in Spagna ma ad Almeria la Toyota e la Ford, che in principio non aveva previsto di provare in altitudine in Spagna. Un chiaro segnale che anche sugli sterrati della provincia di Leòn l’obbiettivo di tutti è quello di dare il massimo, e che Malcolm Wilson vuole continuare a vincere e magari bissare subito il successo ottenuto in Svezia con Tanak. Ma anche la casa coreana, dopo l’opaca prestazione svedese, ha oggi bisogno come il pane di una vittoria per rilanciarsi nella lotta per entrambi i titoli iridati. Vedremo ora cosa saranno capaci di fare Neuville, Lappi e Sordo nella trasferta messicana.

23 le speciali

In questa edizione numero 19 della corsa messicana il percorso ricopia in buona parte quello dell’ultima edizione iridata del 2020, con un totale di 315,69 km cronometrati e 23 speciali in programma. La gara si disputa sin dalla prima edizione del 2004 nella provincia di Leòn, con base a Leòn e Guanajuato, cittadina quest’ultima riconosciuta dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Si inzierà con lo shakedown lungo 5,52 km di Llano Grande in programma giovedì 16 marzo alle ore 17.01 italiane (in Messico ci sono 7 ore in meno rispetto all’Italia). La corsa partirà come in passato giovedì in serata quando in Italia saranno le 3 di notte con due passaggi sulla super speciale d’apertura di Guanajuato (1,12 km), ambientata tra le caratteristiche stradine della cittadina. Venerdì 17 la prima tappa, praticamente identica a quella dello scorso anno, prevede 8 speciali per un totale di 123,60 km cronometrati. Si inizia subito con il classico crono di El Chocolate di 29,07 km, seguito dalla speciale in altissima quota di Ortega di 15,71 km e dal crono di Las Minas (13,79 km) ripetuti dopo l’assistenza di metà giornata, e poi in serata da due super speciali, Las Dunas (3,70 km) e Distrito Leòn (2,76 km). La seconda tappa di sabato 18 marzo sarà invece composta da 9 crono per complessivi 128,32 km cronometrati, tra i quali figurano le prove speciali di Ibarrilla (14,82 km), El Mosquito (22,56 km), Derramadero (21,70 km) e Las Dunas (3,70 km) da ripetersi due volte, seguite in serata dalla super speciale Rock & Rally (2,76 km). Infine l’ultima tappa di domenica 19 è lunga 61,53 km cronometrati con quattro prove in programma, quelle di Las Dunas (3,70 km), Otates (35,63 km), San Diego (12,61 km) ed El Brinco di 9,59 km che alle ore 19.18 italiane sarà valida come power stage finale.


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