F1 a eliminazione diretta

F1 a eliminazione diretta

Benvenuti nel mondiale delle coppie contrapposte con confronti interno che sembrano dar vita a un reality show!

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12 aprile

C’è qualcosa di particolare, di strano e di abbastanza unico che caratterizza questa stagione di Formula Uno e non è tanto, come dicono tutti, il duello al vertice tra Lewis Hamilton e Max Verstappen, nonché la sfida tra Mercedes e Red Bull.

F1 come un reality

Macché, l’eccezione strabiliante risiede altrove e s’annida nel confronto interno insito in quasi tutti i team del mondiale, perché questo è forse il primo campionato a eliminazione di diretta nella storia della Formula Uno. Sissignori, proprio a eliminazione diretta, come la Coppa dei Campioni dei bei tempi, quando al primo turno sbagliato s’andava fuori e ciao Romagna.

La situazione in Mercedes

Oppure un reality show, alla fine del quale in ogni Casa, in ogni team, a ogni singola nomination, chi resta ha vinto e chi perde se ne va. O, se non se ne va, ne esce comunque col naso terribilmente ammaccato, tanto che niente sarà più come prima.

Prendi anche la Mercedes, che sembrerebbe la meno interessata alla faccenda. In fondo, Lewis Hamilton ha un anno secco di contratto, poi si vedrà, mentre Bottas parrebbe quasi in uscita. Eppure Valtteri ha due modi di perdere il confronto con Lewis: uno dignitoso e l’altro catastrofico.

Se perde male, come e peggio dello scorso anno, potrebbe avere anche problemi nel risistemarsi in un’altra squadra, mentre un’impennata d’orgoglio rialzerebbe molto le sue quotazioni. Poi bisogna vedere. Perché se Hamilton si ritira a fine anno, chissà, un Bottas bello ringalluzzito magari salverebbe la ghirba in Mercedes, mentre un Valtteri steso a pelle di leone rischierebbe d’essere dimissionato di sicuro e sotto a chi tocca per il dopo Hamilton, magari a due nuovi piloti, vedi Russell.

Red Bull, situazione esplosiva?

In Red Bull la situazione a ben guardare è piuttosto simile. Nel senso che è certo vedere Verstappen che sopravanza mediamente Perez, ma il dubbio è sull’entità del divario. Solita storia: se Max lo svernicia, il messicano a fine stagione è fuori. Se “Checo” contiene il distacco, magari si becca il prolungamento dell’anno di contratto.

Di fatto l’inizio in Bahrain paradossalmente non è andato al massimo per entrambi. Però a Sakhir Max vola e Sergio risponde rimontando alla grande, così la questione resta apertissima, da Imola in poi e fine alla fine.

Ferrari, ora amici, ma poi...

E dei ferraristi, ne vogliamo parlare? Tutte ’ste simpatie tra Sainz e Leclerc nei vernissage lasciano il tempo che trovano. La verità è che la SF21 anche se non è una top car di certo non sarà una baracca e i confronti tra i due ben presto arriveranno a qualcosa di più serio in palio.

E allora ci saranno meno facezie e più sostanza, molta di più lotta sotto il pelo dell’acqua. Di sicuro, comunque vada, quest’anno sarà prezioso per decidere definitivamente le gerarchie e di certo, specie nelle prime 10-14 gare, lo spagnolo non lascerà niente di intentato per dimostrare e certificare che questa può essere una Ferrari davvero a due punte.

Tensione a Woking

Anche in McLaren di tensione interna ce n’è, ben al di là del fatto che la monoposto col motore Mercedes fila che è una meraviglia. Tra Norris e Ricciardo il confronto è tosto e tirato. Per ora Lando ha iniziato meglio di Daniel e di certo l’australiano non può assolutamente permettere che si continui su questa china, deve rispondere e alla grande, sennò, al di là del fatto che ha il posto sicuro, è fritto.

Tsunoda insidia Gasly?

Quanto ad Alpha Tauri, l’inizio del tutto arrembante di Tsunoda ha chiaramente sbalordito tutti e fra questi ovviamente lo stesso compagno di squadra Gasly, che da Imola in poi deve cercare di ristabilire le misure con l’iperaggressivo giapponese, apparso davvero un brutto cliente, perché velocissimo e per niente incline all’errore, malgrado lo scotto del noviziato...

Aston Martin, acque agitate

In Aston Martin la situazione è già calda, caldissima, in ebollizione, perché Sebastian Vettel non è certo nella condizione di poter perdere il confrontoi diretto con Lance Stroll. Se lo scenario visto in Bahrain, col tedesco abbastanza in confusione e il canadese ben più consistente, dovesse ripetersi più volte, per il quattro volte campione del mondo sarebbero dolori grossi, grossissimi. E il suo sedile diventerebbe addirittura incandescente, perché è dal 2018 che corre al di sotto delle aspettative che si coltivano su di lui. Fino a che la colpa si può dare alla Ferrari, tutto bene, ma in Aston Martin, cambiando i suonatori, dovrà mutare anche la musica.

Alpine, confronto serrato

Quindi si va all’Alpine e in questo caso il confronto più che tirato è nucleare: Alonso, ormai prossimo ai quaranta, non può sbagliare, sennò gli danno del bollito, mentre Ocon, per motivi opposti, pure. Anche in questo caso, alla fine, uno solo resterà in piedi. Fernando non può assolutamente permettersi di partire o esser dietro spesso all’aggressivo francese e se quest’ultimo, giovanissimo, si farà sverniciare da uno sulla quarantina, per quanto leggendario, finirà col pagarla non poco cara, in termini di immagine e sostanza.

Alfa Romeo, prove di compatibilità

L’Alfa Romeo, di sicuro, è il posto nel quale le due guide sono più complementari e vivono la convivenza con maggiore compatibilità. Nel senso che Raikkonen presumibilmente è all’ultima annata in F.1 e non ha niente né da vincere né da perdere, mentre Giovinazzi, al contrario, se vuole pavimentarsi un futuro interessante nella massima categoria deve iniziare a farlo stando più volte possibile davanti o quasi al suo amatissimo e comunque consistente compagno di squadra.

Williams, situazione chiara

Quanto alla Williams, è un team in cui di rivalità interna non è neanche il caso di parlare, perché Russell non farà mai e poi mai nessuna fatica a stare davanti al facoltoso team mate Latifi, il quale ha nel bancomat del padre la migliore assicurazione di stabilità di carriera.

Nello stesso tempo, però, il britannico, rispetto al canadese, resta sempre chiamato a dimostrare di studiare diligentemente per poter essere promosso un giorno in Mercedes.

Tanto per cominciare, proprio ora che si torna a Imola, George dovrà assolutamente evitare di ripetere il marchiano errore che rovinò la sua prima gara di F.1 sulle rive del Santerno, lo scorso anno.

Haas, due galli nel pollaio?

Infine, siamo alla Haas, dove il raffronto è tra la coscienziosità galantomista di Mick Schumacher e l’aggressività bizzosa ed erratica di Nikita Mazepin, che pure non va mica piano. Per ora la formichina tedesca ha potuto più del russo guasconcello, ma non è per niente detto che le cose vadano sempre così.

Anzi, magari Gunther Steiner la parte più sfiancante del lavoro la vivrà nel contenere i bollori del meno tranquillo tra i suoi due piloti. E con questa siamo a dieci. Bello no? In una civiltà della Formula Uno tendente in genere ad avere coppie comode o telefonate, quest’anno la faccenda, per varie ragioni, va di controtendenza.

Come andranno a finire i duelli?

Con un numero anomalo di duelli rusticani e di confronti diretti che poi a fine anno lasceranno poco e raro spazio a rivincite. Gran bel motivo in più per gustare la F.1 anche al di là della lotta per il primato, andando ad analizzare e a guardare tutto il serpentone dei concorrenti e non solo i migliori due. Benvenuti nel mondiale a eliminazione diretta, quindi, che tanto somiglia a un reality show. E buon divertimento nel seguire l’Imola dei famosi.

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