Nel 2024 gli italiani si giocano... 4 Coppe Davis!

Nel 2024 gli italiani si giocano... 4 Coppe Davis!

Tra F.1, F.2, F.3 e Wec sarà un'annata da urlo per l'automobilismo italiano

4 dicembre

Lo scorso anno in questo periodo scrivevo proprio in Bastian Contrario che bussava alle porte una stagione finalmente affascinante, variegata e interdisciplinare, con la Ferrari pronta a animare alla grande il Motorsport, agendo in contemporanea in Formula Uno e nell’endurance. Le cose poi sono andate come sono andate.

Il bilancio Ferrari del 2023

La F.1 per gli sportivi italiani è stata una gran delusione, a parte la prodezza di Sainz a Singapore e qualche lampo dei due Carletti in qualifica. Però la 499P by Elkann & Coletta ha sbancato dopo mezzo secolo di assenza la 24 Ore di Le Mans, scrivendo una pagina epica per l’automobilismo tricolore e la storia stessa della categoria, con Pier Guidi e Giovinazzi al settimo cielo, coadiuvati dal britannico Calado. E adesso? Be’, stavolta, se prima c’era da essere felici per quanto si poneva sul piatto, ora c’è da sentirsi totalmente entusiasti, perché per la prima volta da tempo immemore vivremo quattro sfide rombanti in contemporanea, capaci di farci sussultare e gioire - ehm, si spera - come capita solo per i grandissimi eventi di caratura internazionale.

Le aspettative Ferrari per il 2024

In F.1 si ripete il cimento della Rossa che cerca se stessa, il titolo Piloti che sfugge dal 2007 e anche di andare a prendere la non prendibilissima Red Bull di Max Verstappen, grazie a Charles Leclerc e Carlos Sainz, rinnovatissmi nei rispettivi ruoli per acclamazione dal Presidente Elkann. Nel Wec siamo all’anno 2 del programma 499P, partito inizialmente su uno spettro d’impegno di cinque anni, con le vetture in pista che da due diventano tre. Oltre ai confermatissimi equipaggi già ottimi protagonisti della stagione passata - malgrado, sarà bene ricordarlo, certe storture dell’autorità sportiva nella gestione del BoP a membro di segugio -, comprendenti tre italiani titolari, Pier Guidi, Fuoco e Giovinazzi, oltre che due in panchina, Rigon e Rovera, ci sarà un terzetto aggiuntivo, battente bandiera AF Corse, comprendente il polacco Kubica, la francese Wadou e il russo di passaporto israeliano Shwartzman. E già questa è un’immensa storia nella storia in più, perché Robert per certi versi mette sutura alla più grande delusione della sua vita, visto che nel 2012 avrebbe divuto far coppia con Alonso alla Ferrari F.1 e solo il terrificante incidente al Rally Ronde di Andora, il provincia di Savona, a inizio febbraio 2011, rovinò la favola. Quasi tre lustri dopo il destino - e anche la sua immutata classe, peraltro - lo risarciscono dandogli una nuova chance, alla soglia dei quarant’anni. C’è della poesia, in questo. Tanta. Formula Uno e Wec non solo i soli campi in cui si giocano partite determinanti, per i nostri.

Kimi Antonelli all'assalto della Formula 2

Anzi, per certi versi stavolta i tifosi dei piloti italiani se la giocano con non meno passione in F.2 e in F.3, in entrambi i casi nei colori della Prema, che sta diventando sempre più una specie di nazionale azzurra - anche se d’imprinting alterna il rosso listato di tricolore -, impegnata da decenni con successo nelle formula propedeutiche ai Gp. In F.2 Kimi Antonelli lancia la sfida a una pattuglia agguerritissima di baby aspiranti alla F.1, capaggiata dal compagno di squadra Oliver Bearman, che piace tanto a Frederic Vasseur, e al francese Victor Martins, ragazzo Alpine e in forza ART. Completano i quadri il pupillo Red Bull Isack Hadjar, francese con passaporto algerino, il brasiliano Enzo Fittipaldi, Jak Crawford, statunitense, il brasiliano Gabriel Bortoleto, campione uscente di F.3, Zak O’Sullivan, britannico d’origine irlandese e in quota Williams, l’argentino Franco Colapinto, lo statunitense Juan Manuel Correa, il norvegese Dennis Hauger, già al top in F.4 italiana e in F.3, e quindi l’estone Paul Aron, già nell’orbita Mercedes. In poche parole sarà la stagione di F.2 più bella, tirata e ben frequentata degli ultimi anni, con un parco partenti da paura. Certo, da una parte, ragionando con prudenza e buon senso, non è la più bella delle notizie per Kimi Antonelli. Però è anche vero che, a giudicare dai temoi dei primi test collettivi ad Abu Dhabi, subito dopo la chiusura stagionale, il ragazzo bolognese s’è subito espresso a livelli strepitosi, da assoluto, dando chiaramante da intendere di muoversi nella dimensione giusta e nelle condizioni ideali per dare vita a un’annata indimenticabile. Didascalizzare il suo attuale momento vuol dire anche affidarsi alle fresche parole del pigmalione Toto Wolff: "Abbiamo preso Kimi Antonelli sotto le nostre ali nel 2012, e già allora era un ragazzo fantastico. Si vedeva il carattere, era forte, lo abbiamo avuto con noi e c’era molta fiducia. Passare in F.2 è un grande passo, perché quelle macchine sono più pesanti e molto più potenti, ma se gli diamo tempo e non ci aspettiamo che faccia il botto alla sua prima stagione, penso che possa diventare un grande in questo sport". Il più grande talento italiano del nuovo millennio è lì, pronto a dire la sua. E sembra prontissimo a cercare di condurre in porto nel migliore dei modi l’impresa titanica del passaggio immediato dalla F.Regional a quella cadetta saltando la F.3 e puntando poi direttamente ai Gp.

E poi tocca a Mini

E quindi, ultimo ma non ultimo tra gli italiani da tifare dondolando gli accendini nel buio, c’è Gabriele Minì, il quale rinnova la sfida alla F.3 con un passaggio alla Prema che gli ha già fruttato il podio di fine stagione a Macao. Il siciliano è forte, fortissimo, di una classe immutata che negli ultimi due anni avrebbe magari meritato di espimersi in team dal rendimento più solido e costante. Per lui l’ingresso nel marmoreo sodalizio dei Rosin è la sicurezza d’avere finalmente la base adeguata e perfettamente consona alle sue ambizioni. Una volta tanto, quindi, questa rubrica non serve a dire ciò che non va, ma ad evidenziare quello che sembra andare alla grande, immettendo un’iniezione di eccitata attesa in chiave 2024. È stato bellissimo vedere i ragazzi del tennis, Sinner in testa, vincere la Davis mostrando un volto così lucente dello Sport italiano. Non solo in campo. Per come hanno cantato l’inno, per come parlano inglese, per lo stile fresco e sincero con cui hanno esultato. Quanto si vede sono cresciuti in una disciplina diversa dal calcio... Bene, prepariamoci a vivere l’anno prossimo quattro competizioni tirate tanto quanto la Davis, con la concreta possibilità di vedere altrettanti ragazzi italiani, per ora F.1 a parte, in lizza per portare a casa non una ma un servizio da quattro di insalatiere, tra i tripli misti del Wec e i singoli di Formula 2 e Formula 3. Ci voleva proprio. Noi tifosi di Motorsport abbiamo bisogno esattamente di questo. Tenete giù il piede, boys.


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