Continua a lottare nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale Santa Maria alle Scotte, Alex Zanardi. E il quadro medico tracciato nel punto di aggiornamento quotidiano predisposto dai medici ruota intorno a una stabilità delle gravi condizioni legate al trauma neurologico.

"Rimangono stabili le condizioni cliniche di Alex Zanardi, ricoverato al policlinico Santa Maria alle Scotte dal 19 giugno. La terza notte di degenza in terapia intensiva è trascorsa senza variazioni. Le condizioni cliniche rimangono quindi invariate nei parametri cardio-respiratori e metabolici mentre resta grave il quadro neurologico.

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Il paziente è sedato, intubato e ventilato meccanicamente e la prognosi è riservata. L’équipe multidisciplinare che lo ha in cura valuterà nei prossimi giorni eventuali azioni diagnostico-terapeutiche da intraprendere. Il prossimo bollettino medico sarà trasmesso alle ore 12 del 23 giugno", recita la nota dell’ospedale.

Dalla stabilità verso la riduzione della sedazione

Per chi il tempo è abituato a batterlo, correre sempre più veloce - che fosse al volante o in sella alla sua handbike -, adesso il tempo, lento, diventa alleato in una fase che i medici affrontano con la necessità di “tenere a riposo il cervello, questo è il concetto fondamentale”, come sottolineato dal professor Scolletta, direttore del dipartimento emergenza-urgenza dell’ospedale senese, a Sky TG24.

“Continuiamo il nostro neuromonitoraggio e anche questa notte ha mostrato parametri di stabilità. Un dato che va preso con tanta cautela, il quadro neurologico grave potrebbe avere evoluzioni anche repentine. Tutto sommato le condizioni generali restano stabili e siamo soddisfatti di questo quadro.

Attendiamo che questa stabilità neurologica continui, ci consentirà nei prossimi giorni di decidere quando iniziare a sospendere progressivamente la sedazione per valutarlo anche neurologicamente.

Il pericolo di vita c’è sempre in un paziente ricoverato in una terapia intensiva, accoglie pazienti critici. Nel suo caso il pericolo potrebbe essere legato a una complicanza repentina che coinvolga il tessuto cerebrale, quindi il danno neurologico possa destabilizzare questa condizione di stabilità cardiovascolare respiratoria”.