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La storia raccontata da Forghieri

Al ristorante Mauro Forghieri è tra i primi a arrivare, scortato dal tecnico Franco Antoniazzi, che con lui ha condiviso, oltre agli anni in Lamborghini, l’esperienza all’Oral. Forghieri racconta in modo fluente e naturale come nasce l’idea Lambo: «L’anima della macchina esisteva già da tempo ed era il motore LE3512 V12 che in gara aveva debuttato nel 1989 dapprima sulla Larrousse. Noi di Lamborghini Engineering avevamo una struttura molto valida e capace anche di provvedere alla realizzazione di una monoposto completa, così si ottenne l’autorizzazione per realizzare una monoposto che potesse costituire non solo un esercizio di stile per noi, ma anche un’occasione per fare avanguardia, riportando in auge l’idea dei radiatori a scorrimento. La verità è che la teoria fu senz’altro più affascinante della pratica, perché poi i fornitori, per realizzare l’impianto di raffreddamento secondo i dettami richiesti, ci chiesero una cifra astronomica. E così fummo costretti a ripiegare su più miti consigli, cioè su radiatori convenzionali, di fatto snaturando l’intuizione base. C’erano inoltre problemi di trasferimento di carico tra anteriore e posteriore, a limitare il potenziale, che comunque non era mica male». Che la Lambo 291 di base fosse più che onesta, lo conferma arriva direttamente anche dal primo tester incaricato, Mauro Baldi: «Potei saggiare per una sgrossatura la 291 prima di chiunque altro, girando per due giorni a Imola, peraltro senza incontrare mezzo problema. Secondo me era materiale con un potenziale tale da meritare ben altro destino rispetto a quello che poi incontrò».

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