L'editoriale del direttore: Mamma mia El Diablo!

L'editoriale del direttore: Mamma mia El Diablo!

Su Autosprint in edicola tutte le interviste e le analisi sulla vittoria della Ferrari a Singapore

Andrea Cordovani

21 settembre

Sessantadue giri col cuore in gola. Roba da defibrillatore a portata di mano, in vista di ogni curva. Pieghe sempre più infide a ogni tornata, rivali sempre più agguerriti ma davanti a tutti sempre lui: Carlos Sainz. Nella notte di Singapore la Ferrari artiglia una vittoria magistrale, figlia di un capolavoro firmato da un diavolo rosso. Velocità, testa, furbizia, intelligenza, visione di gara, piede destro gigantesco e coraggio oltre ogni limite. «Ho dovuto mettere in atto tutte le tattiche che avevo in mente prima della garaha spiegato El Diablo ai microfoni di Sky Sport F1 dopo la corsaperché sono successe tutte le cose più complesse che avevo messo in conto: la Safety è arrivata un po’ troppo presto, al giro 20, e abbiamo messo le hard presto. Abbiamo fatto più di 40 giri con le dure e le simulazioni ci dicevano che sarebbero stati troppi».

Un successo a sorpresa quello del Cavallino. Inatteso. E per questo ancora più bello. La Ferrari che spezza la cavalcata trionfale della Red Bull e mette le mani sulla prima vittoria stagionale è benzina per riaccendere la passione intorno alla Rossa. Dopo Monza, la pole, i 15 giri al comando e la terza piazza finale, il Cavallino si conferma in crescita dentro a un Mondiale che alle spalle della Red Bull è ancora tutto da giocare.

Alla faccia dei suoi detrattori, Carlos ha costruito l’impresa mostrando attributi giganteschi e qualità straordinarie. Non solo di guida. «Abbiamo dovuto fare di tutto per salvare le gomme – ha spiegato ancora il #55 della Ferrari – e verso la fine, quando stavano arrivando le Mercedes, ho dovuto attuare con Norris la tattica di dargli il DRS per proteggerci. Per fortuna ha funzionato. Se avessero superato Lando avrebbero passato anche me e a quel punto sarebbe diventato difficile. Questa gara è stata dura più da un punto di vista mentale che fisico: volevo salvare le gomme e arrivare alla fine, quindi non ho spinto molto. Più che altro è stata una questione mentale, con il calcolo della gestione del- le gomme, il gap per il pit stop e il DRS».

Nel week end in cui, Red Bull e Max Verstappen tornano tra i comuni mortali, dal mazzo emerge una Rossa che come un rapace artiglia l’occasione per edificare un trionfo che fa bene un po’ a tutti in questo Mondiale dominato in lungo e in largo dal Dream Team di Milton Keynes.

La seconda vittoria in F.1 di Sainz ha un sapore straordinario. Profuma di esaltante impresa perché Carlos è stato davvero incredibile nella sua fuga per la vittoria dopo essere stato il più veloce in tutto il week end. Non ha mai mostrato un attimo di cedimento, ha danzato sull’attico della classifica esibendo doti da perfetto equilibrista prima di un finale da contorsioni addominali sul divano.

Singapore 2023 resterà nella memoria di tanti per come è maturata la vittoria della Ferrari e sarà indimenticabile per Fred Vasseur che assapora finalmente il primo successo da team principal in F.1. Lo fa in groppa a quel Cavallino del quale ha preso le redini dallo scorso gennaio non senza incontrare difficoltà. «Sono orgoglioso di quanto la squadra ha fatto in questo weekend, tutti i ragazzi sono stati bravissimi. Sapevamo di essere progrediti ma qui a Singapore siamo riusciti a massimizzare interamente il potenziale delle SF-23 grazie anche al gran lavoro fatto a Maranello - ha detto il manager francese - Ora ci aspetta Suzuka, un tracciato completamente diverso, sul quale daremo il massimo per prolungare questo momento positivo della squadra».

Già nel prossimo week end si torna in pista per un Gp del Giappone tutto da decifrare, dove Red Bull vorrà in tutti i modi riprendersi la scena principale. La sconfitta di Singapore è così grande che per gente abituata ormai solo a vincere va subito vendicata.


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