La McLaren in Formula E dal 2023 è un’opzione che spetta al team di Woking esercitare. Ci sono condizioni “minime” di gradimento perché Zak Brown impegni McLaren Racing nella serie elettrica fondata da Alejandro Agag e, nemmeno a dirlo, sono condizioni chiare di un tetto al contenimento dei costi. La direzione è quella indicata dalla Formula 1, sebbene a un decimo dei valori.

Con le monoposto Gen3 la Formula E può guadagnare nuovo appeal da prestazioni che si preannunciano decisamente superiori alle monoposto attuali. McLaren è attualmente partner tecnologico con la divisione Applied Technlogies a fornire i pacchi batterie, un contratto in scadenza proprio al termine della Stagione 8, nel 2022.

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La possibilità di trasformarsi in costruttore impegnato in griglia, come spiega Brown a motorsport.com, passa dai costi certi: “Il tetto alle spese per noi è una condizione obbligatoria, perché come costruttore-squadra corse non abbiamo le ampie risorse di una BMW o Mercedes o Porsche, dove se il budget è X, poiché le persone continuano ad alzare l’asticella, il prezzo diventa Y. Quel che non ho è la possibilità di tornare e chiedere ‘ah, mi servono altri 15 milioni di sterline’”.

Il tetto di spesa dev'essere regolamentato

La serie elettrica ha già adottato delle misure per garantire la sostenibilità del campionato in piena crisi da pandemia, limitando gli investimenti soprattutto in tutto ciò che gravita intorno alla gestione delle monoposto, realizzate da Spark Technologies e Dallara, e limitando a una sola omologazione di motogeneratore tra Stagione 7 e Stagione 8.

Dobbiamo poter avere massima fiducia di poterci permettere di correre per il campionato e che questi paletti non vadano oltre.

Sono rimasto molto soddisfatto di ciò che ho sentito e dai numeri, però si tratta di un aspetto che necessita si giunga a un accordo prima che prendiamo una decisione definitiva.

Ciò che non posso fare è entrare in un campionato, qualsiasi, che potenzialmente abbia come budget un bersaglio mobile”, ribadisce Brown.