Per qualcuno i 25 anni che sono passati dalla scomparsa di Enzo Ferrari sono un tempo "generazionale" e magari allora non era ancora nato, ma per altri il ricordo del fondatore della Scuderia è ancora ben vivo, e questo viene rimarcato anche nel sito Ferrari.com tramite il quale Luca di Montezemolo lo rappresenta così. «È impossibile riassumere in poche parole che cosa ha rappresentato Enzo Ferrari per me – ha detto l'attuale presidente. – A lui, al suo coraggio, alla sua capacità di guardare sempre avanti, anche nei momenti più difficili, devo tantissimo, sia sotto il profilo personale che professionale. Ogni tanto ripenso alla fortuna che ho avuto nell’aver conosciuto e nell’aver lavorato con uomini come lui e come l’Avvocato Agnelli, persone davvero eccezionali e che hanno dato lustro al nostro Paese, in tutto il mondo. Accanto alla mia scrivania a Maranello ho una foto del Fondatore: nei momenti in cui debbo prendere una decisione importante mi capita istintivamente di guardarla e di chiedermi che cosa avrebbe fatto lui». «L’esempio di Enzo Ferrari va tenuto sempre a mente – ha proseguito – È riuscito a realizzare il sogno di costruire delle automobili straordinarie grazie alla sua determinazione e alla sua passione, caratteristiche che fanno parte del DNA di tutti gli uomini e di tutte le donne che lavorano nell’azienda che porta il suo nome. A distanza di venticinque anni, egli sarebbe felice di vedere che cos’è diventata oggi la Ferrari, una realtà industriale e sportiva unica, che rappresenta un’eccellenza italiana e che continua a far innamorare di sé milioni e milioni di appassionati del Marchio in tutto il mondo». Sul fatto che l'attuale Ferrari sarebbe piaciuta al suo fondatore, insiste anche il figlio Piero, che così lo ricorda: «Duro ed esigente, come padre e come capo, ma anche capace di gesti di grande generosità e di affettuosità inaspettate, aspetti questi ultimi che tendeva a nascondere – ha detto l'attuale vicepresidente della Ferrari. – Coraggioso e innovatore, sempre con lo sguardo volto al futuro: basti pensare alla decisione di fondare la Scuderia nel 1929, l’anno della Grande Crisi, e al progetto di creare una fabbrica di automobili in un’Italia che era ancora piena delle macerie della Seconda Guerra Mondiale». «È proprio per quella sua determinazione assoluta a guardare avanti, che gli faceva dire che la Ferrari più bella era quella che doveva ancora nascere, che mio padre avrebbe amato ciò che è diventata oggi l’azienda – ha continuato Pierosempre orientata al futuro e all’innovazione, che non si lascia tentare dal mercato, come l’avrebbe voluta lui. Luca di Montezemolo ha fatto e continua a fare un grande lavoro per mantenere intatte le caratteristiche fondamentali del DNA della Ferrari: ad esempio, avrebbe condiviso pienamente la decisione di voler mantenere la produzione sotto la soglia delle settemila vetture all’anno, aumentando però i ritorni economici». Parlando invece più dei rapporti personali: «Dei tanti ricordi che ho, forse quelli che più mi sono rimasti nella memoria sono legati ai pranzi della domenica insieme a mia madre».