Caso gomme, Coulthard giustifica Vettel

Caso gomme, Coulthard giustifica Vettel
Stessa visione dello scozzese per Mika Hakkinen, mentre Jo Ramirez è categorico: doveva scusarsi per le critiche

Redazione

31 agosto 2015

Otto giorni dopo e sembra non sia accaduto altro: il confronto Vettel-Pirelli continua a dividere gli opinionisti “qualificati”. Dopo la visione di Eddie Jordan si aggiungono altre voci, due piloti come Coulthard e Hakkinen e lo storico coordinatore del box McLaren, Jo Ramirez. E se chi è stato all’interno di un abitacolo comprende lo sfogo a caldo del ferrarista, a Ramirez non è piaciuta la platealità delle critiche. «Una monoposto è costruita al limite, per essere la più veloce possibile e sei su una macchina al limite con le gomme. Le parole di Vettel sulla Pirelli sono state molto brusche, poi un portavoce del fornitore di gomme ha detto di non dargli delle colpe, che poteva dire ciò che voleva, ma se fossi stato io il capo, avrei detto al signor Vettel che avrebbe dovuto scusarsi per le sue parole dopo la gara», commenta Ramirez a Motorsport. «A mio avviso, la gomma era giunta oltre il suo ciclo di vita e hanno voluto allungarlo. Se ci fossero riusciti sarebbero stati dei geni, ma hanno preso un rischio che non ha funzionato. Devono accettarlo, da uomini, e non lamentarsi». Diametralmente opposte sono le opinioni di Coulthard e Hakkinen, accomunati dalla giustificazione della rabbia manifestata da Vettel. «Posso capire che un pilota, in una determinata situazione, reagisca piuttosto violentemente, in particolare a Spa, perché si va davvero veloci e una foratura è sempre pericolosa. Ricordo quando nelle prove del 1997 guidavo la McLaren e sul dritto del Kemmel all’improvviso si ruppe la sospensione a quasi 330 orari. Quando accade, non te ne dimentichi così in fretta», spiega il campione finlandese, aggiungendo l’importanza del fattore psicologico: «L’80% della prestazione di un pilota è nella sua forza mentale e se viene scalfita, allora la fiducia inizia a vacillare e influenza i tempi sul giro». Sulla stessa lunghezza d’onda è David Coulthard che, però, aggiunge dell’altro sul comportamento delle gomme Pirelli, allargando le critiche. «Spa non è stato, per certi versi, il week end peggiore per la Pirelli nei suoi cinque anni in Formula 1, ma c’è uno scontento di fondo tra i piloti per tutta una serie di caratteristiche delle gomme: dal grip alle prestazioni, fino alla gestione e le robustezza generale». Le ultime indagini della casa milanese provano a far luce sull’incidente e concentrano l’attenzione sui tagli – riscontrati in un numero superiore al solito - sui battistrada dei set forniti ai team. A tal proposito, l’ex pilota scozzese, oggi commentatore per la BBC, aggiunge: «Le gomme sembrano particolarmente sensibili ai tagli o alle toccate con i profili dell’ala anteriore. Non si può utilizzare come unico elemento d’accusa verso il costruttore, ma il commento di Vettel, insieme a quelli più misurati di Rosberg e Grosjean, rappresenta la goccia che fa traboccare il vaso nel diffuso scontento dei piloti nella relazione con la Pirelli. Vettel non ha sbagliato a dire quel che ha detto. Un pilota del suo calibro ed esperienza dovrebbe dire ciò che sente e noi dovremmo applaudire chiunque pubblicamente prende una posizione sulla base di emozione e passione finché ci sono fatti concreti a supporto». Fabiano Polimeni

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