Partire 15° non è il massimo, e infatti Sebastian Vettel ha rischiato qualcosa fin dall'inizio del GP a Yas Marina, evitato per un soffio da Alonso che ha speronato Maldonado dopo essere stato sbilanciato da Nasr. Districatosi bene nel traffico, con sorpassi "puntuali", poi Seb ha sfruttato bene il periodo di pista libera quando gli altri hanno effettuato le prime (anticipate) soste ai box. In questo modo ha capitalizzato appieno la velocità sua e della Ferrari, guadagnando quasi senza colpo ferire una più che consona quarta posizione finale. Conclusione che corona il risultato di squadra con Raikkonen a podio e che conferma la Scuderia nel ruolo di seconda forza del mondiale, un po' più a ridosso delle Mercedes di qualche mese fa. «Era il massimo che potessi fare oggi - conferma Vettel - sono soddisfatto, è un altro bel risultato. Ieri era andata male. Dobbiamo essere orgogliosi perché questa stagione ci ha dato grande slancio. Ma c’è il margine di miglioramento, possiamo progredire in tutti i settori. Cosa fare per superare le Mercedes? È semplice saperlo, non è facile da fare. Abbiamo imparato tante lezioni quest’anno, siamo stati bravi a riavvicinarci a loro. La pausa ci dà la possibilità di migliorare ulteriormente: motore, macchina… e io stesso posso migliorare». A ultimo GP stagionale finito, si può guardare al risultato di campionato: «Sono felice di come è finita la stagione, sono al settimo cielo. È stato un campionato incredibile per me e per il team. Il modo in cui abbiamo iniziato la stagione ci ha dato slancio e ci ha dato la giusta concentrazione». Poi Vettel guarda ancor più in là nel passato: «Quando ero più giovane volevo diventare un cantante: il mio mito era Michael Jackson, copiavo le sue mosse con le gambe. Poi ho capito che cantare non è il mio mestiere (però lo fa ogni tanto in macchina a 300 orari… ndr). L’anno scorso è stato deludente per molti versi, i risultati sono una cosa che a volte viene a volte no, ma è stata una stagione dura per tanti motivi. E poi non è finita così negativamente come sembrava da fuori, ma mi ha fatto riflettere nel passo successivo della mia vita e nei confronti della Ferrari: mi ha aiutato a andarci al momento giusto, volevano ripartire da zero e mi han dato fiducia. Per questo ho firmato con loro». Maurizio Voltini