Ha riacciuffato per i capelli un secondo posto quando a un terzo di corsa la sua gara appariva compromessa. E nel finale ha dovuto difendersi con i denti dall'attacco di Vettel in rimonta. Non si aspettava una gara così sofferente Lewis Hamilton dopo la velocità e la superiorità mostrate in prova. La gara però si è decisa in quei minuti di neutralizzazione per via della bandiera rossa. «Sì, ma è stata la stessa cosa per tutti», ha detto poi Hamilton. Lewis dopo una partenza negativa che lo aveva fatto affondare al sesto posto, ha deciso una strategia d'azzardo. Montare le gomme medie per finire la gara senza soste. 40 giri interi con la stessa gomma. Gli è andata bene. «È vero, ma io ero molto più indietro, e mi poteva andare peggio se chi era davanti a me avesse deciso di mettere le gomme medie. Non sarei mai riuscito a superarli, invece...». Invece la Ferrari ha tenuto in pista Vettel e Raikkonen con le rosse, la Red Bull ha lasciato Ricciardo con le gialle e così Hamilton sfruttando il fatto che quelli davanti a lui dovevano cambiare le gomme è piano piano risalito di posizioni fino al 2° posto. La partenza è stata il momento decisivo che gli ha fatto perdere la corsa. Scattava dal palo, è uscito sesto dalla prima curva. «Credo di aver avuto un forte pattinamento delle gomme in partenza, non so perché. Sono piombato indietro e poi...». Già, poi arriva la frecciatina a Nico Rosberg, che pure Lewis è andato ad abbracciare a fine corse per mettere fine alle polemiche. «...Poi Nico mi ha spinto fuori pista alla prima curva e ho perso posizioni». Al di là dei gesti di circostanza, la rivalità fra i due cova. Alberto Sabbatini