Ferrari a parte, la bandiera rossa che ha interrotto il Gran Premio d’Australia per l’incidente tra Alonso e Gutierrez ha affossato le speranze di maturare un risultato importante, nonché meritato, per la Toro Rosso. In qualifica sono stati competitivi e “secondi” solo a Mercedes e Ferrari. Naturale attendersi una gara su alti livelli, condotta sin dalla partenza ma via via resa sempre più problematica dall’interruzione, dalle scelte strategiche sbagliate e da un pit-stop lento con Verstappen, a dover attendere la ruota posteriore sinistra in occasione della seconda fermata. Rilegge la gara e non mancano le polemiche da parte di Max. Se le dichiarazioni del dopogara, a caldo, avevano lasciato intuire il malcontento per non aver ricevuto strada da Sainz già quando erano in bagarre con la Renault di Palmer, i commenti successivi sono ancor più spavaldi. Non si preoccupa tanto della possibilità che vengano dati ordini di scuderia in futuro, lui che si dimostra sicuro dei propri mezzi ogni oltre dubbio: «In condizioni normali dovrei trovarmi di gran lunga davanti». Un affondo deciso, per ribadire come lui abbia il potenziale per poter fare a meno di ogni collaborazione da parte di Sainz. Hanno rischiato di compromettere il risultato i due, con un contatto nel finale, alla penultima curva, quando Max ha toccato la posteriore sinistra di Carlos in maniera anche violenta, tanto da alzare la Toro Rosso da terra. Sarebbe potuto costare il ritiro, con una rottura, invece possono comunque accontentarsi di qualche punto, molto meno però di quanto era alla loro portata. Sull’episodio che ha caratterizzato la corsa della scuderia di Faenza, Verstappen approfondisce: «Non mi ha lasciato strada, chiaramente, ma va bene. Sapevo quanto ero più veloce e non mi fa paura che non sia arrivata la prestazione. Abbiamo avuto un cattivo cambio gomme e al rientro ero dietro. A esser sincero, per ma va bene. Sento di avere tutto sotto controllo e non ho la sua pressione addosso». E’ importante che il team tenga sotto controllo le ambizioni legittime dei piloti, perché non si trasformino in una lotta interna che vada a discapito dei risultati della scuderia. Il potenziale c’è ed è stato certificato anche da Helmut Marko: «Toro Rosso è la terza forza in campo, con il motore Ferrari hanno più cavalli della Red Bull e dalle nostre simulazioni la differenza può arrivare fino a 8 decimi a seconda delle piste, soprattutto in qualifica. In gara è molto meno». Fabiano Polimeni