Stavolta Daniil Kvyat ha perso il sorriso strafottente del Gp precedente. L’ha combinata grossa in Russia e se ne rende conto. Si è preso anche uno stop&go in gara e 3 punti sulla patente. A fine gara ha detto: “mi dispiace”. Ma il russo non ha ammesso più di tanto la propria colpa. “Sono cose che possono succedere in gara”, ha spiegato, non senza imbarazzo. E Kvyat non si è incontrato faccia a faccia con Vettel per scusarsi perché il tedesco era già andato via. Non prima di aver urlato la sua rabbia via radio dopo essere stato spedito a muro dal russo. Tutto è accaduto fra la curva 2 la curva 3: Vettel è dietro Ricciardo e ha circa 10 metri su Kvyat, Seb tira la staccata a Ricciardo e si infila in un varco stretto all’interno fra la Red Bull e il bordo pista interno frenando all’ultimo. Sorpasso perfetto in un fazzoletto di spazio. Seb inizia a voltare ma dietro arriva Kvyat che ritarda eccessivamente la staccata, gli mangia tutto il distacco che aveva ma arriva lungo, blocca i freni e tampona Vettel facendolo intraversare e mandandolo la Ferrari addosso a Ricciardo. Vettel continua e Kvyat pure dietro di lui mentre altri sfilano davanti a loro. Arrivano tutti alla curva 3, velocissimo curvone a sinistra che si fa in appoggio e in pieno. Ed è qui che succede il patatrac. Vettel esita in ingresso curva e Kvyat lo tampona in pieno: qui vanno molto più forte della curva 2 e l’esito è disastroso. Kvyat danneggia stavolta la posteriore sinistra della Ferrari, lo fa girare in piena velocità e manda Vettel contro il muro. Vettel impreca in inglese via radio dicendone di tutte mentre la macchina sta ancora strisciando sul muro dopo l’impatto. Ma dietro le immagini che si sono viste in Tv, in base alle quali Kvyat è senza attenuanti, cos’è successo veramente per innescare un incidente del genere? Vettel è lapidario: “Guardate le immagini: non c’è da aggiungere altro. Basta guardare il video. Io non potevo andare da nessuna parte. Se chi ti sta dietro non frena…. Bisogna rendersi conto che la gara dura 53 giri, non uno solo”. GP F1 Russia: 4° successo di Rosberg Kvyat si scusa ma accusa le circostanze: “Quello che è successo alla curva 2 sono cose che capitano nelle gare: non ho frenato troppo tardi io, magari troppo bruscamente. Per questo si sono bloccate le ruote, sono arrivato dietro Vettel e l’ho toccato, ma lì non credo di avergli fatto tanti danni. Il problema vero è stato alla curva 3 - continua Kvyat - una curva che si fa in pieno. Vettel ha frenato davanti a me: io non me l’aspettavo, e essendo due metri dietro di lui non ho potuto reagire. Mi dispiace per questo, ma che posso fare? Non posso tornare indietro nel tempo e cambiare la storia”. Ma perché ha frenato Vettel in piena curva, scalando anche una marcia come si vede dal camera car della Ferrari invece di percorrerla in pieno, ingannando Kvyat? Perché davanti a lui c’era Perez, che ha rallentato in traiettoria perché stava perdendo il controllo della sua Force India causa una gomma posteriore forata. Vettel l’ha visto e alzato il piede, Kvyat che era coperto davanti da Vettel e a sinistra da una Williams non se n’è accorto ed è arrivato in piena velocità contro la Ferrari. Qusto però non lo giustifica del tutto perché un pilota deve avere quattro occhi attorno a sé, specie in fasi concitate come quelle della partenza quando le macchine sono tutte vicine tra loro. Invece Kvyat ha guidato come aveva minacciato nella gara scorsa, in Cina. Senza margini di sicurezza. Sempre all’attacco. L’avea anche detto: “io corro così, se c’è un varco me lo prendo”. Ma a volte c’è un motivo perché quel varco si apre e non è del tutto sicuro buttarcisi dentro. “Imparerò da questo errore”, ha promesso alla fine Kvyat. Ne parlerò con Vettel: sono due gare di fila che ci tocchiamo e ci chiariremo tra noi a quattr’occhi”. Ma non potremo mai sapere quanto possono aver influito nel suo stato d’animo le voci che hanno cominciato a circolare, proprio il giorno della gara, di un accordo raggiunto fra Red Bull e Verstappen per promuovere Max sulla seconda Red Bull al fianco di Ricciardo nel 2017. Proprio al posto di Kvyat... Alberto Sabbatini