C'è stato un lieve errore di Vettel poco dopo il via del Gp Spagna che è sfuggito a gran parte degli spettatori perché è successo quasi in contemporanea con il crash delle Mercedes che ha calamitato l'attenzione. Ma questo errore,  col senno di poi, ha forse condizionato il risultato finale della corsa.

L'episodio è avvenuto dopo il via nella famosa curva 3, quella che precedeva il rettifilo dove c'è stato il contatto fra le due Mercedes. Rosberg ed Hamilton erano davanti in quella fase e Vettel, che era partito bene superando Verstappen e Raikkonen, era in scia a Ricciardo.

Cosa è successo l'ha spiegato lo stesso Vettel a fine gara: «Ho affrontato la curva in scia a Ricciardo, ma ho avuto un forte sottosterzo in uscita perché gli ero troppo vicino. La macchina ha sbandato un poco e per riprenderla sono finito con le ruote posteriori sul cordolo. Ho perso velocità e questo ha permesso a Verstappen di superarmi sullo slancio».

In questo frangente, però, si sono create le condizioni perché Vettel perdesse un'altra posizione: uscendo piano dalla curva 3 in accelerazione, ha consentito anche a Sainz di recuperare terreno ed attaccarlo all'esterno.

Poi è successo che proprio in quel momento le due Mercedes davanti a loro si sono toccate e hanno cominciato ad andare fuori pista. A quel punto Sainz è stato svelto ad attaccare e superare all'esterno la Ferrari alla curva 4 proprio una frazione di secondo prima che si accendessero le luci gialle per l'incidente. Forse Vettel si era concentrato sul crash davanti a lui o forse pensava che la gara venisse neutralizzata in quell'istante, fatto sta che non si è difeso con grande determinazione da Sainz che lo ha passato.

Col senno di poi quel sorpasso che ha retrocesso il ferrarista al quarto posto è costato a Vettel parecchio. Perché nei due giri percorsi dietro la Toro Rosso quando la gara è ripartita, Vettel ha accumulato ritardo. Sainz aveva un passo nettamente più lento delle Red Bull: girava a inizio gara sopra 1'32” mentre davanti Ricciardo e Verstappen volavano sul passo di 1'30”. Così Vettel (e ancora di più Raikkonen dietro di lui) hanno accumulato 3 o 4 secondi di ritardo dalle Red Bull al comando. Secondi che alla fine dei conti si sono forse rivelati decisivi. Per come è andata poi la gara difficilmente la Ferrari avrebbe vinto perché la SF16-H non aveva il ritmo per superare le rivali in pista; ma se Vettel fosse stato fin da subito in scia alle Red Bull magari al box avrebbero adottato una strategia differente.

Vettel si era reso subito conto dell'errore e ha anche parlato via radio col team perché chiedesse alla direzione gara se era il caso che Sainz restituisse la posizione. Lui pensava che il sorpasso fosse avvenuto con le luci gialle già accese; invece Sainz era stato talmente lesto (o forse i marshall spagnoli hanno indugiato un po'…) da riuscire a completare la manovra proprio prima che si accendessero le luci gialle per neutralizzare la gara per l'incidente.