E' la comunicazione "regina" a Silverstone, quella che al tempo stesso assicura l'arrivo al traguardo a Nico Rosberg e la penalizzazione di 10". «Problemi al cambio!», l'allarme arriva nelle battute conclusive di gara, a posizioni consolidate, ma con il concreto rischio che quel problema fermare la Mercedes W07 Hybrid. Problema terminale è stato considerato dal box, ed ecco non esitare nemmeno un istante Tony Ross, ingegnere di pista di Rosberg, che quasi non fa finire la frase a Nico e ribatte: «Chassis Default 0-1, Chassis Default 0-1. Chassis Default 0-1». Tre volte, per esser sicuri che la procedura sia chiara.

C'è dell'altro, c'è un'indicazione, questa sì, su come guidare: «Evita la settima marcia, Nico. Evita la settima». 

«Cosa significa? Devo saltare la cambiata?», chiede conferma Rosberg. Salterà la settima ma anche i due punti extra della seconda posizione. Sempre meglio di uno zero in classifica. 

Comunicazione radio  a parte, il duello con Verstappen è stato esaltante. Max si prende gli applausi per la manovra alla Becketts, Nico per quella successiva, con gomme da asciutto, alla Stowe. Più tentativi, prima di riuscire nell'impresa, causa strenua difesa, a tratti criticata da Rosberg: «Si sta spostando due volte, non può farlo!». Passerà secondo, approfittando di una Red Bull che sull'asciutto ha manifestato qualche difficoltà nella gestione delle gomme: «Sono piuttosto in difficoltà con il posteriore», Max via radio nelle fasi della bagarre.

Prima, sul bagnato, altra musica. Ritmo buono per andare a riprendere la Mercedes in testa e dal muretto Red Bull spingono l'olandese: «Al momento hai lo stesso passo di Hamilton, tutti gli altri sono un secondo più lenti». Il posto in tribuna alla Becketts è valso il prezzo del biglietto e Christian Horner sottolinea il sorpasso, al termine della corsa: «Max hai fatto divertire durante la gara con il sorpasso all'esterno della Becketts».

Analisi composta e lucida di Verstappen: «E' stata una gara interessante, credo che li abbiamo sfidati e grazie per una gran macchina».

Tutt'altro sviluppo ha avuto la cavalcata vincente di Hamilton che, a scanso di equivoci, quando via radio lo avvisano che con gomme medie la strategia degli altri punta ad arrivare al traguardo senza soste, ribatte: «Io voglio andare all'arrivo con queste gomme!». Della serie: non pensate nemmeno a richiamarmi ai box, perché tiro dritto. 

Ha tirato la Manor contro le barriere - dolcemente - Ryo Haryanto: «Riesci a far continuare la macchina?». Dalla Abbey: «No, sono contro le barriere...». Ha inaugurato il ritrovo Pascal Wehrlein: «Sì, sono fuori. Aquaplaning alla prima curva, nessuna chance»

Poi è toccato anche ad Alonso, «Non so se la macchina è a posto, credo di sì, ma che peccato!». «Ok Fernando, controlleremo la macchina». Un peccato come il mancato azzardo strategico: «Abbiamo perso troppe posizioni, dovevamo fermare una delle due macchine, siamo dietro tutti». Lezioni di tattica firmate Nando. 

Questo quel che si  è detto in gara, quella vera, dopo il via dietro safety car per la pioggia caduta prima della partenza. Quanta? «C'è tanta aqua in curva 8, sul Wellington Straigt e verso curva 6», la radiografia di Vettel. Hamilton non può che confermare, «Ancora ci sono ampie pozze e aquaplaning», ma la Mercedes AMG GT S di Maylander resta in pista a lungo, quasi ci va a sbattere Lewis, e le condizioni migliorano: «Direi che presto la pista sarà da intermedie». Il problema? «La safety car ci sta davvero rallentando, non è facile tenere in temperatura le gomme»

Troppi cavilli in questa Formula 1

Il premio ottimisti dell'anno va, invece, al muretto Force India, che appena pochi giri dopo il via dietro safety car chiede a Hulkenberg se e quando si potrà passare alle gomme medie: «Uh, siamo lontani! Non c'è possibilità ancora delle slick»