In una conferenza stampa del giovedì a Suzuka con tre campioni del mondo, uno dei più ascoltati è stato Fernando Alonso, in particolare sull'ottimo primo giro mostrato in gara a Sepang: da cosa è stato determinato, quali i fattori preponderanti? «È stata una combinazione di "cose buone" e c'è voluto un po' di tutto - risponde lo spagnolo - tra esperienza e anche un po' di fortuna. Certe volte prendi una direzione che sembra buona ma non sai mai cosa può succedere. È anche vero che ogni anno ho avuto gare in cui ho recuperato parecchie posizioni nel giro iniziale: partire indietro, dall'ultimo posto, è un buon allenamento, ma speriamo non sia sempre così…».

Ma il fatto che la McLaren-Honda abbia permesso di cogliere parecchi punti negli ultimi GP, ti dà più fiducia? «Diciamo che dopo tutti i problemi dell'anno scorso, quando non eravamo davvero pronti per competere e sembravamo di un'altra categoria (già, "GP2" come si ricorda spesso nel suo team-radio, ndr), questa stagione siamo riusciti a lottare con team più competitivi. C'è voluto tempo, ma abbiamo fatto un passo avanti e per il 2017 ne vogliamo fare un altro ancora e lottare per la vittoria. Per quanto riguarda l'anno prossimo, non vedo nulla di chiaro, ma né in positivo né in negativo: dobbiamo semplicemente lavorare sulla macchina, tra galleria e simulatore, per essere competitivi come dovremmo. È solo una questione di tempo: ora lottiamo per la Q3, ma vogliamo fare di più». 

In seguito Alonso si "scioglie" un po' di più su come sia stato lavorare con i giapponesi della Honda, negli ultimi anni: «Trovo che sia divertente lavorare con loro, del resto sapete che sono un grande ammiratore della cultura giapponese. La loro filosofia di lavoro e il loro approccio con le corse e con il mondo in generale sono molto interessanti. Rispetto ad alti costruttori di auto, nel loro modo di lavorare trovi tanta disciplina, etica, lealtà: gli ingegneri della Honda sono lì fin dai tempi dell'università e non vogliono andare a lavorare per nessun altro. È un concetto piuttosto diverso dalla nostra cultura».

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Parlando più specificamente dello sviluppo dell'attuale motore: «Finora hanno seguito il loro programma, ma ovviamente non c'è una bacchetta magica per migliorare in Formula 1, occorre tempo per trovare le soluzioni. E anche loro hanno le proprie tempistiche. Però ora che stanno arrivando certi risultati, si stanno dimostrando anche più motivati e creativi. Per cui sono estremamente felice di far parte di questo progetto». Infine, una sua opinione sulla situazione attuale della Ferrari: «È tanto tempo che non mi chiedevano nulla della Ferrari, l'ultima volta mi pare sia stato quando Vettel aveva vinto in Malesia. Comunque non ho alcun commento da fare. Certo al momento stanno faticando un pochino, ma ci sono stati tanti cambiamenti negli ultimi due anni. Ma la Ferrari la porto sempre nel cuore e spero che potranno migliorare».