Se ha ragione Niki Lauda, per Hamilton ormai è impossibile recuperare, o Toto Wolff, Lewis ha ancora una chance, lo scopriremo alla fine. Perché una cosa è certa: Lewis Hamilton non è un pilota che si arrende. Dopo il ritiro di Sepang e la pasticciata partenza di oggi, le speranze del britannico di riconfermarsi campione sono ridotte al lumicino ma non tutto è perduto: “Ogni punto è importante e darò tutto per prenderne più possibile. Nico ha fatto un gran lavoro e ora ha un bel margine ma darò tutto ciò che ho, come ho fatto oggi in gara, poi vedremo che succede”

Il fine settimana giapponese non ha visto Hamilton in versione The Hammer. Ieri Rosberg gli ha soffiato la pole per una manciata di millesimi. Una fatalità che ha costretto il britannico a partire dal lato umido della pista e l’intervento dei commissari armati di “soffiatori” non è stato sufficiente: “Non so spiegare di preciso cosa sia successo, ma ho fatto la peggior partenza possibile. Il mio lato non era completamente asciutto e ho pattinato parecchio ma non è stato l’unico problema. Ho perso un sacco di terreno nei confronti di chiunque avesse più trazione di me, è stato molto frustrante ma è andata così”.

Dopo lo scivolone iniziale Lewis è stato protagonista di una bella rimonta, facilitata anche dalla strategia Ferrari che gli ha concesso una posizione, e culminata con l’assalto finale al secondo posto tenuto da Verstappen. L’olandese si è difeso con la consueta enfasi, costringendo Hamilton ad andare lungo, tanto da indurre Mercedes a presentare formale protesta alla direzione gara. Protesta poi ritirata con il beneplacito di Hamilton, che ha affidato a Twitter il suo pensiero sulla questione: Da parte mia non c’è nessuna protesta. Siamo campioni, guardiamo avanti. Fine della storia”. Prossima fermata il 23 ottobre a Austin, Texas, dove Lewis dovrà vincere per forza se vuole tenere viva la speranza.