Fernando Alonso ha conquistato entrambi i suoi due titoli iridati a Interlagos e non è l'unico pilota a essere stato incoronato al termine del Gran Premio del Brasile. Raikkonen nel 2007, Hamilton nel 2008, Button nel 2009 e Vettel nel 2012, una sequenza della quale spera di far parte Nico Rosberg, domenica prossima. Dovrà ottenere 6 punti più di Hamilton per centrare l'obiettivo. Tra le tante curiosità legate al penultimo atto del mondiale, da registrare la "maledizione" di Rubens Barrichello nel gran premio di casa. Dei sei piloti brasiliani in grado di vincere almeno una gara in Formula 1, infatti, Rubens è l'unico a non essersi mai imposto in patria, obiettivo centrato da Carlos Pace, Emerson Fittipaldi, Nelson Piquet, Ayrton Senna e Felipe Massa, che detiene il record di giri percorsi in testa a Interlagos: 183

Lo scorso anno non fu una delle edizioni più esaltanti dal punto di vista dello spettacolo, si registrarono solo 3 sorpassi senza l'ausilio del DRS, con il quale il totale sale a 24. Tuttavia, partire dalla pole position assicura un vantaggio relativo, poiché solo 12 volte in 33 edizioni ha vinto il pilota scattato davanti a tutti, con il 36% è una delle percentuali più basse di tutti i gran premi in calendario. 

Il meteo ha vivacizzato svariate edizioni, ma nelle ultime 5 stagioni solo il 20% delle sessioni si è disputato sul bagnato; basso anche l'impiego della safety car, solo 2 volte tra il 2011 e il 2015. 

E' un circuito corto, appena 4.309 metri e 15 curve, privo di grandi staccate, sono solo 2 quelle che superano i 4G di decelerazione, mentre la forza G più elevata in senso laterale si raggiunge alla Ferradura, la veloce piega a destra che immette nel tratto più guidato del tracciato intitolato a Carlos Pace: 3.9G. Il "peso" del motore è rilevate, visto l'impegno in pieno per il 68% della distanza del giro. Pur con un carico aerodinamico medio-alto, la velocità sul dritto - complice la minore densità dell'aria che si registra a 800 metri slm - è stata nell'ordine dei 340 km/h lo scorso anno, sul traguardo, punto dopo il quale la pista tende a salire un po' per poi andare in discesa verso la staccata di curva 1: complessivamente sono 1.394 metri da percorrere come se fosse un unico tratto rettilineo.

L'evoluzione del tracciato tra la prima sessione di prove libere e le qualifiche non è stata elevata in termini cronometrici nel 2015, visti gli appena 2"2 intercorsi tra il miglior crono delle libere 1 e la Q3 del sabato. Il record sul giro resta appannaggio di Barrichello, nel 2004, in 1'09"822, quello in gara è firmato da Montoya, nello stesso anno, in 1'11"473. Due decimi più rapida è stata, nel 2015, la pole di Rosberg. 

Magnussen-Haas, l'accordo è vicino

Le gomme dure Pirelli torneranno a rappresentare un'opzione strategica nell'edizione alle porte. La strategia scelta nel 2015 vide i team impostare la gara tra le 2 e 3 fermate ai box - 48 stop in tutto -, la cui corsia misura 387 metri da percorrere con il limitatore a 80 km/h, per un tempo di transito di 17"4, al quale sommare le eventuali operazioni di sosta, cambio gomme e ripartenza. 

Ricciardo non fa sconti

Fate risorgere Alonso e Vettel