Risultato finale e strategia convincente con Vettel. Sono le note positive da portar via dopo Abu Dhabi, dove la Ferrari stacca in extremis un podio che mancava da Monza. Non basta ovviamente a far dimenticare i passaggi a vuoto registrati nel corso di una stagione che era stata annunciata con ben altre prospettive e obiettivi. Si può ripartire dal terzo posto di Yas Marina - non certo dal distacco minimo da Hamilton, chiaramente frutto della scelta tattica di Lewis e non della reale prestazione velocistica di Mercedes e Ferrari - per proiettarsi al 2017, stagione sulla quale da molto tempo ormai sono rivolte le risorse in fabbrica. 

«E' un podio importante per la motivazione di tutta la squadra: per i ragazzi a casa che da quest’estate hanno lavorato duramente e per quelli in pista, che non hanno mollato mai. E’ ovvio che non abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo fissati, però quest’ultima gara mostra che qualcosa si sta muovendo nella direzione giusta», ha commentato Maurizio Arrivabene. 

Ha pagato la decisione di uno stint centrale di gara lungo sulla gomma morbida con Vettel, 29 giri tra l'ottavo e il 37mo passaggio, necessari per poter sfruttare un finale di rimonta con la supersoft. Seb ha concretizzato un lavoro di tutto il team e Arrivabene, subito dopo la gara, ha sottolineato: «Diciamo che è un podio dovuto alla squadra, Vettel fa parte della squadra». Logica la cooperazione di Raikkonen, in difficoltà con le gomme e davanti a Seb dopo il pit del giro 37: «Kimi non è uno stupido, è molto intelligente, sapeva che Sebastian aveva gomme molto più veloci e fresche, per cui lo ha fatto passare».

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Il bottino finale dopo 21 gare dice 7 podi con Vettel e 4 con Raikkonen, nessuna vittoria, come nel 2014. Ma ai microfoni Rai Arrivabene non ci sta a un raffronto diretto tra le due annate: «Chiudere con il podio è dignitoso, è stata dura la stagione senza una vittoria, ma non facciamo paragoni con un altro anno in particolare».

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