A Davos, Forum economico mondiale, là dove si incontrano i grandi della politica e dell'economia, capita di trovare anche Nico Rosberg, invitato a raccontare la propria esperienza sul tema della performance a livello mentale nello sport. E il tedesco, ospite di Facebook, parla non solo di Formula 1. Inevitabile che si discuta del suo sostituto in Mercedes, un Valtteri Bottas che seguirà con attenzione, giura, lui che resterà nella famiglia della Stella a tre punte nelle vesti di ambasciatore del marchio: «Continuerò a seguire le attività con gli sponsor, per il resto vedremo cosa accadrà; seguirò le gare e vedremo chi sarà al top, di sicuro ci sarà la Mercedes.

Valtteri Bottas è un pilota emergente e farà un ottimo lavoro, non sarà facile, saltare in questa situazione con Lewis già a proprio agio nel team, sarà una sfida». Il tema economico è il cuore delle giornate a Davos, coincidenti con gli sviluppi sull'assetto proprietario della nuova Formula 1, vista la conclusione dei passaggi necessari a Liberty Media per procedere alla scalata.

Nico vede solo grandi possibilità dal subentro di forze e visioni fresche: «La Formula 1, lo vediamo all'audience, è uno sport grandissimo e può migliorare, è interessante l'arrivo di una nuova proprietà, il vecchio capo, Bernie Ecclestone, ha fatto un ottimo lavoro credo che possano mettere del pepe e apportare dei cambiamenti, forse americanizzare un po' lo sport. Sono sicuro potranno fare la differenza».

"Da grande" non ha ancora deciso cosa farà, un Rosberg imprenditore, chissà, al momento pensa a godersi una nuova vita, dopo 21 anni di ritmi scanditi unicamente dagli impegni in pista e fuori: «Fare sport al livello più alto è un impegno totale, tutto il resto è secondario. Essere in controllo della mia vita adesso, senza avere tutta la stagione pianificata, è una bella sensazione e ci sarà più tempo per la famiglia, gli amici e tutte le cose migliori della vita».

Saprà godersi il tempo libero, lui che apprezza le auto classiche, e le ritiene «pura esperienza di guida. Amo guidare le classiche, sono un grande estimatore. Oggi le macchine sono assolutamente stabili a 250 orari, sulle Autobahn, con quelle vecchie vai a 80 e senti muoversi tutto». 

Da pilota, non boccia nemmeno le auto a guida autonoma, a patto che rappresenti una possibilità, da sfruttare sporadicamente: «Sarei anche favorevole, spesso mi piace essere trasportato, potermi rilassare e fare altro. Non unicamente auto autonome, ma con la possibilità di guidare io a volte. Comunque, il cambiamento più grande sarà quello di riuscire a fidarsi dell'auto a guida autonoma. Può capitare di tutto, e si dovrà avere fiducia che un'auto possa reagire bene come farebbe un pilota, quello è il passo più grande».