Formula 1, la prima di Ocon a Montecarlo: "Tanto da imparare nelle libere"

Formula 1, la prima di Ocon a Montecarlo: "Tanto da imparare nelle libere"

La quarta forza del mondiale si presenta al Gran Premio di Monaco con l'esperienza di Sergio Perez, terzo un anno fa, e il debutto di Ocon nel Principato

F.P.

23 maggio 2017

Non può considerarsi più una "sorpresa". Il rendimento Force India nel primo quarto del mondiale quasi vale il miglior avvio nella storia del team e Montecarlo può rafforzare ulteriormente la posizione nel Costruttori. L'accoppiata Toro Rosso-Williams alle spalle guarda al Gran Premio di Monaco con ambizioni e prospettive molto diverse, migliori per la scuderia faentina, mentre le ultime uscite Williams nel Principato si sono risolte sempre con grandi difficoltà. 

L'uomo buono, tra gli outsider, per agguantare le opportunità che dovessero presentarsi in gara risponde al nome di Sergio Perez, terzo nel 2016: «Il podio dell'anno scorso conferma che tutto è possibile, è una gara unica. L'apporto del pilota a Monaco è maggiore che su altre piste, è la mia preferita perché rappresenta la sfida più grande di tutto il campionato. Le parti migliori del giro sono i tratti veloci, il passaggio alle Piscine è impressionante perché portiamo dentro talmente tanta velocità che devi essere precisissimo sui cordoli. Il Casino è una curva molto veloce e con queste macchine sarà una sfida, non c'è spazio per errori devi stare attento che la macchina non finisca fuori traiettoria». 

Tanta curiosità intorno a Esteban Ocon. Consistentissimo e immune da errori, bravo a tenere il passo del più esperto Perez nei 5 gran premi affrontati, Montecarlo sarà una sfida nuova, prima uscita nel Principato, vissuto da "tifoso", mai dall'abitacolo di una monoposto. «A Monaco sarà un'esperienza nuova, non ci ho mai corso, solitamente seguivo le gare della Formula 1 da ragazzo. E' strano, perché è così celebre e ho il giro così ben presente in testa, ma è un'esperienza sempre diversa quando guidi davvero. Per prepararmi ho trascorso tanto tempo al simulatore in fabbrica, dovrò ancora imparare molto nelle sessioni di libere del giovedì. Si tratta di adottare un approccio passo-passo e arrivare al limite progressivamente. Solitamente mi diverto sui tracciati cittadini e sono certo riuscirò a trovare la velocità in fretta». Da seguire. 

GP Monaco, degrado minimo e una sola sosta

Il focus tecnico di Tom McCullogh, capo degli ingegneri in pista Force India, richiama il 1993: «L'ultima volta che macchine così larghe corsero nel Principato era il 1993, per molti di noi sarà un'esperienza nuova. L'assetto dev'essere ottimizzato per estrarre il massimo sulle curve lente, le monoposto girano con il carico aerodinamico più alto possibile. La mancanza di lunghi rettilinei fa sì che ci siano minori possibilità di raffreddamento e rende la pista un banco di prova per motore e freni. Essendo un circuito cittadino assistiamo a una notevole evoluzione della pista nel corso del week end e l'aderenza aumenta continuamente avvicinandoci alla gara».

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