Prima vittoria in carriera nel 2003, un'altra cinque anni più tardi in Ferrari, ma Sepang non mancherà troppo a Kimi Raikkonen. In una conferenza del giovedì nella quale sono stati protagonisti i tre di Singapore e l'accento è finito ripetutamente sulla collisione in partenza, ci pensa Kimi a portare un po' di leggerezza. A modo suo. Sepang? «Non so se ci mancherà, è una bella pista ma qui si vedono solo l'aeroporto, l'hotel e il circuito: si può scegliere solo tra questi tre elementi per dire se ti mancheranno»

Gran Premio di Malesia alla recita conclusiva, con il consueto clima caldo-umido e i temporali pomeridiani a caratterizzare il week end. «E' un circuito abbastanza bello, ci sono state buone gare negli anni e il tracciato aiuta. Ho vinto la mia prima gara in assoluto, è trascorso un bel po' di tempo, in quel momento significò parecchio. Anche la vittoria nel 2008 fu una bella lotta con Felipe. Sono tanti i bei ricordi che ho nel corso degli anni. Fa molto più caldo rispetto a tutte le altre gare, non credo facciamo cose diverse, forse bere di più (nella giornata di domenica fino a 4-5 litri di liquidi; ndr). C'è più caldo e si sente soprattutto in prova, quando si torna ai box, in gara di meno»

Geografia e ambiente a parte, il week end alle porte è l'occasione per cancellare dalle cronache i fatti di Singapore. A fine campionato si avrà la misura esatta di quanto avranno inciso nell'economia del mondiale, ma sin dal lunedì successivo in Ferrari l'attenzione è stata tutta sul percorso ancora da compiere, piuttosto che sull'esame di una situazione oramai immodificabile: «Tutti hanno visto quanto è  accaduto in partenza. Possiamo riguardarla anche un milione di volte ma non cambierà il risultato. Alla fine è stato un risultato ben lontano dall'ideale per noi come team ma dobbiamo guardare avanti e fare meglio questa volta», racconta Kimi, protagonista di una partenza perfetta a Marina Bay

E, semmai servisse, sgombra il campo anche da qualsiasi ipotesi di un mancato coordinamento su come agire al via: «Facciamo sempre un briefing prima della gara. Da quando sono in Formula 1 ogni team l'ha sempre fatto, c'è un meeting prima di ogni prova, dopo ogni prova, prima di ogni qualifica e dopo, prima della gara e dopo. Non c'è nulla di nuovo». Le ultime due tappe del mondiale hanno presentato volti diversissimi della Ferrari. Super competitiva a Singapore, in difficoltà a Monza. Da venerdì si capirà quali chance avrà di contrastare la Mercedes, Ferrari SF70H che si presenta a Sepang aggiornata, con un nuovo airscope e deviatori di flusso dietro le ruote modificati. 

«A ogni gara cerchiamo di presentarci per fare del nostro meglio e cercare di vincere, fare doppietta. Quanto accaduto nelle gare precedenti non cambia l'approccio in quelle successive. Veniamo qui per cercare di far bene, continuare a lottare fino all'ultimo giro dell'ultima gara. A Singapore Seb era primo e io terzo o quarto. In confronto alla Mercedes eravamo messi meglio, poi la gara non è andata bene. Perché dobbiamo guardare le cose da un punto di vista negativo? Ci sono alti e bassi durante l'anno, alcuni circuiti sono migliori per dei piloti che per altri. E' la stessa storia di tutti gli anni, alla fine chi ottiene più punti è il migliore: è inutile isolare una gara rispetto all'altra, bisogna guardare nel complesso».

E nel quadro complessivo di un mondiale tiratissimo e con variazioni ridotte in favore di un team o dell'altro, sono proprio gli episodi come quello di Singapore a poter incidere in modo cruciale. Kimi non si sbilancia su quali saranno i rapporti di forza tra Ferrari e Mercedes a partire da venerdì, chi sarà favorito: «E' abbastanza difficile e inutile rispondere. Siete voi che dovete giudicare (rivolto ai giornalisti; ndr): continuate a farlo, lo fate sempre e noi leggiamo molto volentieri. Ogni week end non ne sappiamo più di voi, cercate di tirare a indovinare come andranno le cose, noi speriamo per il meglio. Dobbiamo cercare di iniziare nel modo più lineare possibile, fare le cose nel modo giusto, per poi far bene al sabato e domenica. Difficile rispondere in modo preciso già oggi, credo che andremo piuttosto bene».