Obiettivo raggiunto. La conferma a cavallo di due cicli tecnici. Mercedes ancora campione del mondo Costruttori, quarto sigillo di fila, arrivato in una stagione nella quale a svettare più di ogni altro fattore è stato il connubio prestazione-affidabilità della power unit, a guadagnare risalto ulteriore - semmai servisse - proprio in corrispondenza delle battute d'arresto Ferrari in Malesia e Giappone. Un solo cedimento in gara, sofferto da Valtteri Bottas in Spagna, su un esemplare peraltro al limite del chilometraggio. Si può discutere dell'aggiramento delle nuove norme sul consumo d'olio, introdotte a Monza, si può discutere dell'omologazione dell'ultima specifica a Spa, in tempo per continuare a sfruttare il limite a 1,2 kg/100 km. 

Non si può discutere della validità del progetto di Mercedes-AMG High Performance, diretta da Andy Cowell. Un titolo Costruttori che, a dispetto dell'enorme vantaggio di punti sulla Ferrari, ha visto un avversario coriaceo, un'oscillazione costante dell'equilibrio di pista in pista, fino a Monza. Mercedes alle prese con una monoposto molto più difficile da far funzionare, un team che ha dovuto fare i conti con difficoltà sconosciute fino al 2016, emerse a Montecarlo, punto più basso della stagione. 

Toto Wolff festeggia a Austin, è la festa dei reparti di Brixworth e Brackley. «Quando abbiamo fissato gli obiettivi a inizio anno, volevamo vincere entrambi i mondiali ancora una volta. Essere il primo team a farlo passando per un enorme cambiamento regolamentare come quello visto quest'anno. E' incredibile aver centrato l'obietto a Austin, con 3 gare ancora da disputare. E' il premio per le tante persone che hanno lavorato duramente».

Un mondiale Costruttori che ha preso una decisa piega in direzione Mercedes ben prima della disastrosa trasferta asiatica, costata le speranze di successo a Vettel. E un contributo essenziale, perlomeno fino alla pausa estiva, lo ha dato Valtteri Bottas. Si è eclissato in modo preoccupante da Spa in avanti, prestazioni troppo lontane da Hamilton, pur garantendo punti buoni alla causa.

Dalle difficoltà il recupero

Wolff ripercorre una stagione non semplice, le criticità nella gestione delle gomme più morbide Pirelli vissute in avvio, le difficoltà sulle piste più lente e tortuose. «Abbiamo un motto all'interno della squadra che dice: i giorni difficili sono quelli che rimpiangeranno i nostri avversari. Perché le esperienze dolorose ti rendono molto più forte, se mantieni la calma e analizzi quali sono i problemi e li elimini, tutto ciò è un apporto alla conoscenza e alla tua forza. E' qualcosa che abbiamo visto soprattutto quest'anno, sono state le esperienze dolorose a farci vincere questo titolo».

Hamilton al punto più alto

Ed è stato anche grazie al livello di guida raggiunto da Lewis Hamilton. Sochi e Monaco i passaggi più in ombra, nel Principato soprattutto per le evidenti lacune della W08. Sul faro della squadra, il team principal prosegue: «Lavoro con lui da 5 anni e non l'ho mai visto operare a questo livello. La velocità pura è spettacolare, non è semplice comprendere, come ha fatto, le gomme e le possibilità di una macchina che talvolta è stata difficile». Dopo il gran premio ha ribadito come sia diverso il clima, senza più Rosberg accanto. Si è creato un equilibrio nuovo nel team e il rapporto sereno con Bottas altro non è che il frutto della consapevolezza di Hamilton di essere la guida della squadra, senza un rivale da temere. «Lo scorso anno ad Abu Dhabi abbiamo passato un momento difficile e siamo tornati un paio di giorni dopo insieme nella mia cucina a discuterne», ricorda Wolff. L'incontro, è quello tenutosi appena dopo l'annuncio del ritiro dalla Formula 1 di Nico Rosberg. «Tutte le frustrazioni e le domande che erano montate nel corso degli anni sono state messe sul tavolo ed è tornato con un atteggiamento mentale fantastico, cresciuto ulteriormente durante l'anno. Anche l'ottima relazione con Valtteri è un fattore importante».

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Fattore ambientale da sommare a quello tecnico. Alla power unit sviluppata dal team di Andy Cowell. Garanzia di prestazione e tenuta, proprio quando Ferrari ha costretto ad alzare l'asticella: «E' un risultato straordinario, Ferrari è stata un avversaria formidabile e ci ha dato energia a tutti, ad alzare la posta in gioco, spingere a fondo e guidati dall'obiettivo di assicurarci un altro mondiale».

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