Presenta i conti della prima trimestrale 2018, Sergio Marchionne. Quelli finanziari, che interessano gli analisti e gli investitori. Altri bilanci e prospettive, legati all'impegno sportivo, guadagnano spazio nella conference call. Quattro gare del mondiale alle spalle e una competitività che il presidente quantifica senza troppi giri di parole: «L'auto sviluppata da Ferrari per questa stagione è la più promettente da quando sono qui, è in una condizione fenomenale».

I risultati in pista parlano per conto della SF71H e dei tecnici che lavorano a Maranello. Un anno fa c'era un progetto il cui potenziale si riusciva a intravedere, mancava, però, la prestazione d'insieme, due monoposto in grado di correre alla pari. Oggi c'è un Raikkonen mai stato così in forma e costante nell'esprimersi, aspetto indirettamente sottolineato da Marchionne, che trova «ancora più incoraggiante l'impegno di entrambi i nostri piloti. Ci stiamo muovendo nella giusta direzione anche se abbiamo molta strada da fare».

Un campionato lunghissimo, avversari che non possono escludersi dalla lotta, nonostante le difficoltà iniziali lì a guidare la classifica Piloti e inseguire a un'incollatura nel Costruttori. Per episodi che hanno dato e hanno tolto, la vittoria in Australia e in Azerbaijan, c'è la certezza di un progetto competitivo in ogni condizione, il migliore del lotto anche nel convincimento di Ross Brawn.

Con Liberty Media si discute del futuro della Formula 1, posizioni un po' diverse sono emerse dalla proposta di massima presentata ai team in Bahrain, con il riconoscimento della necessità di sviluppare i contenuti tecnici rilevanti, un'apertura che Marchionne commenta con cauto ottimismo: «Sono incoraggiato dall'atteggiamento diverso che stiamo vedendo in Liberty quanto alla portata delle modifiche che prospettano sul 2021. Probabilmente, il segnale più importante è stato il riconoscimento del fatto che i regolamenti sul motore devono riflettere la natura dello sport. E non possiamo assolutamente abbassare il livello dello sviluppo del motore solo per soddisfare nuovi entranti, giusto?», riporta l'agenzia Reuters.

Dalle posizioni di aspra critica dello scorso novembre si passa ad altre più concilianti: «Quel che è sul tavolo adesso è un sistema al quale si può potenzialmente lavorare. Non lo sono gli aspetti economici, credo questi siano da rivedere con Liberty. Abbiamo una base sufficiente per provare a intrattenere discussioni serie e speriamo di avere tutto risolto entro la fine di quest'anno, in un verso o nell'altro». Resta la materia della limitazione alle spese, il budget cap, da definire. I grandi team risentirebbero enormemente della riduzione a 150 milioni di dollari per stagione – ingaggi e sviluppo delle power unit esclusi – intorno alla quale si discute. Un limite che, riprendendo quanto più volte ribadito da Toto Wolff, non può essere raggiunto, né applicato da una stagione all'altra. Forse 250 milioni di dollari – comunque 100 e passa meno di quanti non se ne spendano oggi – la soglia realistica secondo il team principal Mercedes.

Marchionne specifica: «La cosa importante per noi è che non si tocchi la natura dello sviluppo tecnico dei powertrain, perché è il cuore di ciò che la Ferrari fa per vivere. Penso dovremo continuare a lavorare con Liberty, con la FIA e provare a introdurre un equilibrio ragionevole (sui costi; ndr). Se non ci riusciremo, come detto prima, ci chiameremo fuori».