Ha chiuso il trittico di gare con un risultato molto meno negativo di quanto non si prospettasse dopo le qualifiche a Silverstone, Renault. Hulkenberg sesto in gara e, grazie a una Haas che fa harakiri, il team transalpino allunga nel mondiale Costruttori dopo due gare particolarmente difficili. Il cedimento del turbo in Austria, i problemi di gomme, l’incidente di Sainz con Grosjean a Silverstone. Uscirne fuori con qualche punto in più, ancora, su Haas, è un bel limitare i danni.

La competitività della VF-18, però, vale assolutamente una sfida alla posizione di migliore degli altri. Sarà particolarmente vero dopo la pausa estiva, su piste veloci come Spa e Monza, mentre sui lenti di Budapest, di Singapore, Renault può guardare con maggior ottimismo di quanto non abbia fatto a Silverstone.

«Il GP di Germania arriva dopo la prima tripletta di gare in Formula 1, che per noi si è dimostrata una sfida e ha messo alla prova forze e capacità Abbiamo chiuso questo periodo denso di impegni ancora in quarta posizione nel mondiale Costruttori, ma è una posizione che non evidenzia la sveglia di metà campionato suonata nelle ultime gare. Siamo pienamente consapevoli che la lotta non sarà semplice e continuerà per tutta la seconda metà del campionato», commenta Cyril Abiteboul.

A Hockenheim sarà la prima uscita delle monoposto con le gomme larghe, sfida che porterà i piloti ad affrontare in qualifica l’ingresso nel Motodrom in pieno, secondo le previsioni di Bob Bell. Conterà il motore sugli allunghi nel primo e secondo settore, meno che a Silverstone, come sarà cruciale gestire le gomme posteriori, uno dei temi tecnici che Renault mette nel mirino.

La R.S.18 scenderà in pista venerdì con una nuova ala anteriore, alla ricerca della correlazione dati con le simulazioni condotte in galleria del vento, che dovrebbero migliorare l'equilibrio aerodinamico e la fase di ingresso in curva sulle pieghe medio-veloci. Sarà diversa nel disegno dei flap e probabilmente delle novità si avranno anche nella parte terminale del musetto. Interventi che rappresentano l’evoluzione finale per il 2018, alla quale apportare correttivi minori, ad esempio su piste ultraveloci come Monza, dove la semplificazione della miriade di profili a sbalzo è pressoché imposta dalle caratteristiche del tracciato. La specifica sarà definitiva, resterà fino ad Abu Dhabi, soprattutto in vista di un 2019 “rivoluzionario” sull’ala anteriore e le risorse dell’area tecnica da destinare alla progettazione del componente in pista con la RS19.

«Le prossime due gare (Germania e Ungheria; ndr) dovrebbero essere più favorevoli alle caratteristiche del pacchetto, abbiamo ancora tanto lavoro da fare se vorremo restare davanti ai nostri rivali di metà schieramento, in quarta posizione», ha aggiunto Abiteboul.