Giro 11, una spallata che costa il podio a Max Verstappen. Avrebbe potuto lasciare spazio a Valtteri Bottas in fast-lane, non schiacciarlo contro il muretto, avrebbe potuto procedere affiancato fino all’uscita della corsia box e, tolto il limitatore, provare a restare davanti nell'imbuto che riporta in pista.

Un'alternativa che avrebbe evitato la penalizzazione di 5” e regalato un podio. Tutto molto più lineare e tra le righe. Col rischio di perderci il pepe che ha saputo mettere in gara, correndo incollato a Lewis Hamilton. Se non fosse saltato davanti a Bottas durante il pit-stop, il film della gara sarebbe stato decisamente diverso. Ha provato l’azzardo Max, penalizzato dai commissari.

IL PORTIER CRUCIALE PER UN ATTACCO

“Ovviamente ci trovavamo affiancati, ma non sapevo che Valtteri fosse accanto finché non ci siamo toccati”, ha commentato. Episodio che ha condizionato la corsa di Bottas, costretto a un secondo pit per la rottura del cerchio, consegnando così la posizione a Vettel.

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“E’ stata un’ottima gara, mi sono divertito, ho provato a mettere pressione su Lewis, ho provato a costruire una buona uscita di curva (al Portier, per preparare un attacco alla chicane; ndr) ma non è stato abbastanza: ho provato una volta e ci siamo toccati leggermente. E’ difficile in staccata controllare gli specchietti, a ogni modo non vedi molto, fortunatamente abbiamo potuto proseguire senza danni”, dice del contatto con Hamilton, a 3 giri dal termine.

Impresa al limite dell’impossibile, passare Lewis a Monaco. Va dato merito a Verstappen d’averci perlomeno provato, regalato una staccata a ruote fumanti, non aver lasciato nulla di intentato. L’immagine supera di gran lunga il calcolo da ragioniere su una manciata di punti in più o in meno a fine giornata, per il campionato che può correre Red Bull quest’anno.

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Red Bull veloce e competitiva anche con Gasly, quinto e autore del giro più rapido in gara. Lui che non è stato fermato dal team in fase di safety car per provare l’overcut (riuscito) che è valso la posizione finale.

MAX ON FIRE

E’ un peccato aver preso la penalità. Mi ha infiammato appena ho saputo d’averla, stavo spingendo Lewis. Ho dato tutto oggi per provare e passarlo, sapevo ovviamente che era su gomme più morbide e avrebbe dato un ritmo molto tranquillo dopo i pit-stop e ho iniziato a pressarlo. Ha dovuto aumentare il ritmo e a un certo punto ha sofferto un po’ con le gomme e dopo ho potuto davvero iniziare ad attaccarlo”, dice Max.