Il tema è dibattuto da molto tempo e, sull’uniformità di giudizio dei commissari la FIA è intervenuta nel 2017, prevedendo periodicamente delle riunioni per riesaminare particolari episodi chiave e garantire che, uguali scenari, abbiano lo stesso trattamento. Resta la composizione differente del collegio della direzione gara di gran premio in gran premio.

Dopo la penalizzazione di Pierre Gasly in qualifica a Monaco, pilota Red Bull arretrato di 3 posizioni e un punto in meno sulla patente per aver ostacolato Romain Grosjean, Guenther Steiner critica la decisione di comminare la stessa sanzione inflitta a Grosjean in Bahrain.

GASLY-GROSJEAN EFFETTI DIVERSI

Romain “parte lesa” a Monaco, ha mancato l’ultimo giro veloce per provare l’accesso in Q3. Sul banco degli imputati, invece, in Bahrain, dove ha ostacolato la McLaren di Norris sull’ultima curva, rovinando il giro del pilota McLaren ma, col senno di poi, senza effetti sul superamento dell’eliminatoria.

Alcuni commissari non sono all’altezza del ruolo. Non posso sollevare maggiormente la questione dell'uniformità di giudizio perché dopo un po’… non passerò altro tempo a scrivere alle persone”, attacca Steiner.

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Il team principal Haas solleva il tema del contesto, nella violazione della norma. Grosjean in Bahrain aveva dovuto rallentare per creare un gap dalla Ferrari di Vettel davanti a sé, Gasly a Monaco non ha avuto giustificazioni simili: “Alcuni commissari dovrebbero leggersi i regolamenti. Non avrebbero dovuto dare un punto di penalizzazione a Romain, si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato, ma i commissari hanno ritenuto di dover dare una penalità.

GP Monaco, le decisioni della direzione gara

Gasly era nel mezzo della pista in un punto veloce, fondamentalmente fermo senza motivo, perché non gli era stato detto dal team”, dice ad Autosport. “Non so quale delle due decisioni sia errata, devono chiarirsi le idee”.

LA NORMA SULL'IMPEDING

L’articolo 31.5 richiamato dai commissari per penalizzare Gasly e Giovinazzi sabato scorso e Grosjean in Bahrain, non fa distinzione tra rallentamento e macchina ferma: “Qualsiasi pilota che prenda parte a qualsiasi sessione di prova che, nell’opinione dei commissari, si fermi senza necessità in pista o senza necessità ostacoli un altro pilota, deve essere soggetto alle penalità riferite all’articolo 31.4”, ovvero, cancellazione del tempo o arretramento di un numero di posizioni in griglia.

Steiner ha rilanciato, commentando: “A mio avviso non può essere uguale la sanzione. Sono state due circostanze del tutto diverse con conseguenze in un caso e non nell’altro. Sono episodi diversissimi e li vedrebbe anche un cieco”.

Forse, più di un collegio dei commissari unico, sarebbe più utile inserire nella norma del regolamento una valutazione degli effetti dell’impeding di un pilota su un altro, al di là della manovra in sé. Diverrebbe una discrezionalità ancora maggiore, che sia o meno un collegio unico di commissari a giudicare o un gruppo di gara in gara diverso.