Sono mancati 7 chilometri alla power unit Renault di Lando Norris. Un giro per mettere il sigillo su un ottimo risultato a Spa-Francorchamps e ripartire dal Belgio con un margine ancor più ampio sulle squadre di seconda fascia. McLaren appiedata da problemi tecnici, in un week end iniziato male, con Sainz e Norris fuori dalla Q3, ma una gara di tutt’altro ritmo.

Sei posizioni guadagnate in partenza, Norris abile a trovare la linea giusta per stare lontano dai guai e approfittare del caos degli incidenti a La Source. Corre senza minacce alla posizione, da migliore degli altri. Fino al giro 43.

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“Stavo per compiere l’ultimo giro ed è andato tutto storto, ho iniziato a perdere potenza arrivando nella chicane finale, ho perso potenza, è entrato l’antistallo ed è finita. Deludente, ovviamente si tratta di qualcosa di molto negativo e abbiamo perso tanti punti”, racconta Lando.

La posizione McLaren è saldamente in pugno al team di Woking, con 31 punti di vantaggio su una Toro Rosso che insieme a Racing Point, tra le squadre di metà schieramento, ha ottenuto di più in Belgio.

C’È CHI STA PEGGIO

“Abbiamo perso un ottimo risultato, sarebbe stato il mio migliore stagionale, al tempo stesso però penso che altra gente si trovi in situazioni peggiori della mia e di quella in cui siamo come team. Quindi, sebbene siamo delusi, non credo possiamo essere insoddisfatti della nostra posizione attuale”, spiega Norris.

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Chi sta peggio è senza dubbio Renault. Nico Hulkenberg aveva battezzato Spa e Monza come gare cruciali della stagione. La prima è corsa via senza lasciar traccia in gara, dopo una buona qualifica, rovinata dalle penalità per cambio delle componenti della power unit.

Adesso tocca a Monza. La Renault vista in qualifica a Spa potrà tornare in lotta per la top ten, la McLaren vista in gara per 43 giri candidarsi a migliore del lotto.

PRIMO GIRO, BALZO DA CANGURO

La pausa estiva non ha lasciato solo i postumi di uno stiramento alla gamba sinistra da curare per Lando Norris. È stata fase di “studio”: Non sono stato così bravo quest’anno nei primi giri di gara, era qualcosa sulla quale dovevo migliorare in estate, migliorare la gestione dello scenario del primo giro, della prima curva, della seconda, ho superato 6 macchine in curva 1, direi che è andata molto bene.

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Da lì in poi ho avuto Grosjean per alcuni giri dietro, appena ho iniziato a spingere avevamo davvero un buon passo e tutto stava andando troppo bene.

Ci sono tanti aspetti positivi, pur essendo stata per certi versi una gara di crociera per noi: tra i pit, la gestione del carburante e altro, ho dovuto lottare con tante cose e non mi sono potuto rilassare e guidare in tondo, ho guidato comunque una F1, non era semplice”.