Quanto sono stati lunghi 22 Gran Premi e 392 giorni senza vincere può saperlo solo lui. A Singapore, Vettel ha interrotto un digiuno lunghissimo, fatto di errori che hanno compromesso almeno un Mondiale e stavano per minare senza appello la sua carriera.

Tirarsi fuori dalle sabbie mobili non è mai facile e Sebastian l’ha fatto nel momento in cui gli serviva di più. Dopo le vittorie a Spa e a Monza di Leclerc e sulla pista “meno Ferrari” tra tutte quelle presenti nella seconda parte di stagione. Gli aggiornamenti portati sulla SF90 hanno fatto risorgere la monoposto e il 4 volte Campione del Mondo.

Vettel è un emotivo e sul podio, a stento, è riuscito a trattenere gli occhi lucidi: “Sono sudato, ma sono molto contento, è stata una grande gara. L'inizio della stagione è stato difficile, ma nelle ultime settimane abbiamo cominciato a riprendere vita.”

Una gara pulita e senza errori, come quelle dei tempi migliori, che ha avuto il suo punto di svolta al giro 20. Al muretto hanno chiamato ai box prima il tedesco, per coprirsi le spalle da Verstappen e la mossa ha funzionato. Poi, in pista, Seb ha capitalizzato al meglio la strategia, sfruttando l’undercut per passare Leclerc e Hamilton alla fine della girandola del cambio gomme.

“È stata una chiamata anticipata - Ha raccontato - Ma io ho dato semplicemente tutto nel giro d'uscita e ho visto le due macchine davanti a me che non andavano ai box. La strategia ha funzionato al punto che mi ha sorpreso essere davanti. È stato impegnativo gestire le gomme ma siamo riusciti a controllare tutto sino alla fine, la macchina andava sempre meglio".

Alla rinascita personale, va sottolineata quella di squadra. Dopo l’Ungheria era impensabile immaginare la SF90 competitiva sia su pista di motore, sia su una pista dove conta di più l’aerodinamica e Seb ha riconosciuto i giusti meriti a chi ha lavorato in fabbrica: “Senza upgrade niente vittoria, oggi ha vinto la squadra. Sono contento per me dopo le settimane scorse, ma come ho detto sono felice per tutti noi e il team”.