Lewis Hamilton osserva una Ferrari in crescita, più competitiva di Mercedes dove era prevedibile lo fosse, in gran recupero dove le previsioni, sulla carta – stracciata e finita nel cestino dopo il GP di Singapore -, la davano indietro.

Marina Bay si prospettava come la gara più difficile per la SF90 in questo finale di campionato. Diventa un esame superato a pieni voti, con gli sviluppi tecnici al muso e al fondo che hanno prodotto gli effetti sperati. Con questo stato di forma, di una macchina velocissima sul dritto e, adesso, molto più competitiva nei tratti guidati, a circuiti come Sochi e Austin, Suzuka e Abu Dhabi, si guarda con tanto ottimismo in più.

FERRARI HA TROVATO LA FINESTRA

Lewis Hamilton registra un errore tattico costato certamente il podio, certamente la possibilità di giocarsela sul filo dei decimi con Vettel per la posizione. E la competitività ritrovata della Ferrari diventa un fattore col quale fare i conti.

Leggi anche: Vettel, GP Singapore: tanto supporto dai tifosi dopo Monza

Sono realista e vedo la situazione in cui ci troviamo, loro sono appena arrivati con un qualche aggiornamento che, forse, ha messo la macchina... forse avevano una buona macchina per tutto l’anno e semplicemente non lavorava nella giusta finestra.

Chissà, perché è improbabile che abbiano introdotto un aggiornamento enorme che abbia portato 20-30 punti a qualcosa che, relativamente alla prestazione, è probabilmente ciò che ti aspetteresti abbiano preso qui.

È chiaro come adesso la loro macchina funzioni davvero bene ovunque e sarà molto dura batterli, soprattutto perché sono così veloci sui rettilinei e noi, al momento, non possiamo competere con loro sui rettilinei”, dice Lewis.

MONDIALE AL SICURO

Dice di non farsi illusioni e di non considerare il titolo già in tasca. Ora, con sano realismo, i 96 punti su Leclerc rappresentano una garanzia sufficiente contro ogni allarmismo.

Leggi anche: Giovinazzi, via da Singapore con un punto e qualche rimpianto

Resta l’interrogativo di una scelta strategica sbagliata, poggiata sulle speranza di un rendimento della gomma morbida migliore e di un rallentamento dettato dal traffico che, Vettel e Leclerc, non hanno subìto: anzi, in una fase di gara nella quale era Hamilton in pista con gomma usurata a perdere costantemente.

Dal giro di rientro di Vettel dopo il pit-stop, le simulazioni dei servizi cloud AWS indicavano una lotta per la posizione sul filo di 1 o 2 decimi. Da lì al proseguire di Hamilton in pista con gomma soft usata, Lewis non ha mai invertito la tendenza e recuperato sulla Ferrari.

OPERAZIONI DA RIVEDERE

“Abbiamo vinto in passato non avendo la macchina migliore, tutto è nel modo in cui rendiamo nell’arco del week end. Al momento loro stanno rendendo meglio nelle operazioni del week end, oggi ho fatto abbastanza nel primo stint di gara per uscire e guidare ma l’intero processo non ha funzionato bene come avrebbe dovuto”, spiega Hamilton, con un riferimento chiaro alla strategia.

Tattica sulla quale, Andrew Shovlin, ha ammesso: “Abbiamo mancato un gol a porta vuota non provando l’undercut al giro 19. Ne avevamo parlato ma non abbiamo reagito abbastanza in fretta a quanto rapidamente le gomme di Charles stavano decadendo.

Avremmo dovuto fare con Lewis la chiamata fatta con Valtteri, di fare l’opposto di Verstappen, e farla tardi abbastanza da non dare possibilità di reazione. Era l’opportunità per vincere e fa rabbia quando ti lasci sfuggire qualcosa dalle mani”