Un podio di consolazione relativa, dove le ambizioni erano molto più elevate. Red Bull via da Singapore con un risultato inferiore alle aspettative. La lotta per la vittoria, osservata senza mai una possibilità di incidere. Una preparazione errata del week end sin dal simulatore ha condizionato la gara che veniva indicata tra le più favorevoli al pacchetto RB15-Honda in questo finale di stagione.

Max Verstappen, su Sochi, non coltiva particolari ambizioni. L’interrogativo della tracciatura e di come si adatterà la monoposto, un anno fa con il quarto posto in gara a 30” da Hamilton, corsa in rimonta dall’ultima fila.

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Prima di Singapore la macchina era stata competitiva, forse non sempre per poter vincere ma per fattori non dovuti sempre alla monoposto. Chiaramente ci è mancato qualcosa a Singapore e dovremo analizzare quale sia stata la causa. Penso che potremmo aver sbagliato qualcosa con l’assetto, adesso è importante indovinarlo a Sochi.

Sono contento di essere salito sul podio, la squadra ha fatto delle buone scelte strategiche, ora però guardo alla Russia, dove ci saranno maggiori opportunità di sorpasso”, commenta Verstappen.

SOCHI, IL PIATTO È SERVITO

Un circuito che premia lo sviluppo della potenza massima, la motricità nel settore finale, la velocità di inserimento in curva e l’”agilità” chiesta nel settore finale, il più guidato. La tracciatura non è eccezionale per noi, però è unica con tante curve a 90 gradi che solitamente non affrontiamo, è sempre una sfida passare da alte velocità in rettilineo a curve lente ed estrarre il meglio dalla monoposto in frenata.

L'editoriale del direttore: E ora sarà Sochi senza frontiere 

È una pista piuttosto piatta e scopri in fretta se la macchina funziona bene nelle curve più impegnative”.

ALBON DA MISURARE

Il Gran Premio di Russia diventa, anche, la possibilità di un esame completo delle prestazioni di Alexander Albon. Spa era la prima in Red Bull e aggravata dalla partenza in fondo. Monza ha portato indietro Max. Singapore una tappa inedita per il rookie. Sochi varrà un giudizio diretto.

“Vi ho già corso in Formula 2 e ho vinto, è una pista sulla quale mi diverto e non vedo l’ora di tornare su un circuito col quale ho familiarità. La pista è perlopiù fatta di curve a 90 gradi, quindi se vai bene in una andrai bene in tutte e 18.

Sterzi a parte: Mattia Binotto, ovvero il Gentile Mannaro

E’ un circuito che si presta anche ai sorpassi, con lunghi rettilinei e sarà uno scenario molto diverso dal caldo e umidità di Singapore. Mi sento più a mio agio in macchina gara dopo gara e sto davvero apprezzando il lavoro con il team. Il mio obiettivo il Russia è di capitalizzare quanto ho imparato e spingere per il miglior risultato di squadra”, ha commentato Albon.