Dal muretto Ferrari, avevano preparato tutto per tornare dalla Russia con una doppietta, invece delusione cocente. La rottura patita sulla SF90 di Vettel, al giro 28, è pesantissima perché quando iniziano ad esserci dubbi sull’affidabilità delle monoposto, in una condizione di controllo della gara, tutta la fiducia riacquistata dopo le ultime tre vittorie rischia di perdersi.

Inoltre, adesso, Binotto ha un bel problema da gestire: la convivenza tra i due piloti.

Leclerc vuole chiarezza

La strategia era chiara: "Era quella di dargli la scia - Racconta Leclerc - Poi devo parlare con il team per chiarire meglio la situazione”. Pronti, via, Leclerc tira Vettel che, supera Hamilton e poi di slancio lo stesso monegasco. Il tedesco, una volta perso il comando, ha iniziato a martellare inanellando un giro veloce sull’altro, evidentemente non come pattuito nel pre-gara perché, stando al lungo conciliabolo via radio tra entrambi i piloti e il muretto, Seb avrebbe dovuto ridare la posizione a Charles cosa avvenuta, non in pista, ma gestita dalla squadra col pit-stop: "Mi aspettavo che non mi ridesse la posizione - Prosegue Leclerc - Ho fatto due giri spingendo tanto, ma non sono riuscito a riprenderlo. Ma il team ha capito e più tardi ha fatto il pit-stop, così sono ripassato avanti. Siamo stati sfortunati per il problema accusato da Vettel, perché poi tutto è stato difficile con la Mercedes che ha potuto fare un pit-stop più veloce. Voglio solamente capire perché non mi è stata restituita la posizione fin dall'inizio, ma non ci sono problemi in tal senso".

Il perché del secondo pit-stop 

Polemiche, che toccherà a Binotto gestire, a parte, la Ferrari deve aggrapparsi a una consapevolezza. Senza il ritiro di Vettel che ha causato la VSC favorendo la scelta strategica della Mercedes, il film della gara avrebbe avuto un finale diverso: “Il nostro passo è stato costate, è stato un peccato che anche l'altra Ferrari non sia arrivata in fondo. La Mercedes continua ad essere molto veloce nel passo gara, più che in qualifica”.

L’ultimo interrogativo che resta sulla gara di Charles è la seconda chiamata ai box, durante la SC entrata in pista a causa del dritto di Russel al giro 31. Cambio gomme chiamato da Leclerc, che ha provato a giocarsi il tutto per tutto a parità pneumatico con Hamilton e Bottas, ma che, alla fine, è costato al monegasco il secondo posto: "Abbiamo fatto la strategia giusta, non c'era niente che potessimo prevedere. Abbiamo dimostrato in questi ultimi weekend che la strada è giusta e stiamo facendo un buon lavoro. Oggi la giornata non è andata nella nostra direzione. Abbiamo lavorato molto bene, c'era il passo anche per battere Bottas ma poi tutto si surriscaldava. Il terzo posto era quello che si poteva ottenere dopo la safety car".