La caccia alla seconda doppietta consecutiva è finita con una cocente delusione. Una macchina ritirata, una al terzo posto, e Mercedes viste ancora una volta in parata al traguardo.

In casa Ferrari, l’amarezza è tanta perché il bottino pieno era alla portata. Partenza gestita bene, con entrambe le monoposto, scattate in prima e seconda fila, subito al comando delle operazioni. E Vettel, pilota ritrovato dopo la vittoria di Singapore, a dare il ritmo.

Ma al giro 28 tutto è cambiato. Dopo il pit-stop di Vettel, durante l’outlap del tedesco, la MGU-K della SF90 #5 è andata in avaria, costringendo la squadra a fermare la monoposto immediatamente.

Evento che ha procurato la chiamata della VSC, che ha favorito la strategia della Mercedes, lesta a piegare gli eventi a proprio favore.

Cosa ha detto Binotto

"Per vincere - Ha dichiarato Binotto a Sky - Bisogna essere perfetti e non lo siamo stati su più di un fronte. L'amarezza è tanta, il dispiacere anche, ma credo dovremmo essere incoraggiati dai risultati del weekend dal punto di vista della prestazione della vettura. Credo che ci saranno altre gare dove potremmo rifarci, ma oggi non siamo stati perfetti".

Il team principal della Rossa, scende nello specifico e spiega cosa è successo sulla monoposto di Seb: "Per vincere bisogna essere affidabili. Non lo siamo stati quest'anno, nemmeno oggi. Abbiamo avuto un problema alla power unit sulla parte ibrida. Abbiamo chiesto a Seb di fermarsi il prima possibile per motivi di sicurezza. La scelta era quella giusta”.

Binotto ha posto gli accenti sulle due cose che non hanno funzionato a Sochi, l’affidabilità e la strategia. Chiarito il primo, resta un grosso interrogativo sul secondo. Appare chiaro che, nella gestione della partenza, qualcosa tra i due piloti non ha funzionato. Quali erano gli accordi iniziali? Perché Leclerc si aspettava la restituzione della posizione?

“Avevamo chiesto a Charles - Spiega Binotto - Di concedere la scia a Sebastian perché era il modo migliore per essere primi e secondi al primo giro, ma è stata una scia naturale perché Seb aveva già passato Hamilton. Forse avremmo dovuto essere ancora più chiari prima della gara, ma da questo impareremo".

Anche se tutto è girato storto, a Sochi è arrivata la conferma che la Ferrari può giocarsela in ogni gara. “Dopo di oggi siamo ancora più agguerriti - Conclude Binotto - Un terzo posto non basta, non ci si accontenta più".