Ben vengano i “problemi” come sperimentati a Sochi! Una Ferrari finalmente in grado di correre da lepre su un circuito ostico, una Mercedes costretta a giocare sul terreno della strategia per aprire delle chance e sfidare Vettel e Leclerc.

È quel che serve per tornare a coltivare il sogno mondiale in ottica 2020.

Sì, poi c’è l’aspetto della gestione dei piloti, un dettaglio naturale dover gestire ambizioni e fame di due top driver come Vettel e Leclerc. La politica del numero 2 oggi appartiene ad altri, a Mercedes e Red Bull, mentre Maranello  vive il dualismo tra due big. Per il tifo, una manna dal cielo.

ACQUE AGITATE 

Ferrari resta il bene supremo da tutelare, è inevitabile che sorgano regole d’ingaggio perché i piloti facciano anzitutto gli interessi della squadra. Liberi di correre fino a un certo punto, del buonsenso e della logica.

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Su una non facile convivenza Vettel-Leclerc da gestire si era pronunciato nelle scorse settimane Toto Wolff, passato dalla fase Rosberg-Hamilton e a guardarsi bene dal creare un mix Hamilton-Ocon nel breve periodo.

Dopo Sochi, è Ross Brawn ad analizzare il tema: “Il pit-stop di Vettel, seguito dal suo ritiro, fa sì che non abbia senso recriminare, però è un dato di fatto che Matti abbia del lavoro da fare nei prossimi giorni per calmare quelle che sembrano essere acque agitate.

La Ferrari ha chiaramente compiuto molti progressi nelle ultime settimane, però deve ancora affrontare alcuni problemi interni quanto a equilibrio tra i suoi piloti”.

GESTIRE LA RIVALITÀ 

Un Leclerc sontuoso nella velocità che riesce a esprimere in qualifica, nettamente più rapido di Vettel a Singapore e Sochi; un Vettel che ritrova sensazioni dimenticate in gara, prima a Singapore nel suo apporto extra all'undercut, poi con un primo stint in Russia martellante. La SF90, alla base di tutto, che va su un circuito Mercedes e vola. Ingredienti da giubilo massimo.

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“Da un lato hanno un quattro volte campione del mondo che è uno dei piloti più raffinati che ci siano in griglia, nonostante qualche errore di troppo nelle ultime 2 stagioni.

Dall’altro, hanno un talento incredibile in Charles Leclerc, dopotutto non fai sei pole, quattro di seguito, e vinci due gare su piste leggendarie come Spa e Monza se non sei una stella nascente.

È una combinazione potenzialmente esplosiva e richiede d’essere gestita attentamente. Ovviamente, Mattia è ben consapevole di come queste dinamiche possano funzionare, avendole già vissute quando era un giovane ingegnere.

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Adesso, a lui l’onore e onere di far sì che il meccanismo che muove quella che può essere una salutare rivalità fili liscio”, analizza Brawn.