Sebastian Vettel avverte della minaccia Red Bull, sempre molto competitiva nel GP del Messico. Max Verstappen, ai ricordi delle precedenti stagioni, ha sommato la necessità di un realismo sulla competitività attuale della RB15.

Verso Città del Messico si va con le sfide note del correre in quota, la ricerca di un’aderenza che per via aerodinamica di fatica a sviluppare. E anche dal versante gomme non sarà semplice ottenerla, per il surriscaldamento al quale vanno incontro le coperture.

MASSIMO CARICO MINIMA RESA

“Il fatto di gareggiare a oltre duemila metri ha ovviamente un forte impatto sul comportamento della vettura. Scendiamo in pista con la configurazione a massimo carico aerodinamico ma, a causa dell’altitudine, l’aria è talmente rarefatta che l’effetto che otteniamo in termini di efficienza è minimo.

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Proprio per questo è sul rettilineo di Città del Messico che si ottengono le punte massime di velocità di tutta la stagione. La conseguenza in negativo di tutto ciò è che la vettura è molto difficile da gestire in curva, perché non c’è il carico aerodinamico che normalmente ci aiuta ad avere una monoposto stabile e precisa”, spiega Vettel.

MACCHINA BALLERINA

E quando non hai carico, non hai la pressione verticale che incolla la monoposto all’asfalto, lo scivolamento diventa deleterio per la gomma: “Su questa pista la macchina si muove molto, fatica a far lavorare nella maniera corretta le gomme ed è complicata da interpretare anche nelle sensazioni che comunica al pilota.

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Il giro di pista è piuttosto breve ma non è affatto semplice azzeccare tutto nel migliore dei modi. Negli scorsi anni siamo sempre stati competitivi in Messico anche se la Red Bull lo è stata di più. Siamo tuttavia fiduciosi di potercela giocare, vediamo cosa succede quando scendiamo in pista”, aggiunge Sebastian.

Verstappen e il bilanciamento Red Bull

LA SFIDA DEI MURETTI ESALTA CHARLES

Duplice podio ferrarista un anno fa, mentre Charles Leclerc portava l’Alfa Sauber settima. Charles che bolla l’Hermanos Rodriguez tra le piste preferite: “Su questa pista ho avuto modo di disputare una sessione di prove libere nel 2017 e la gara dello scorso anno, quindi posso dire che si tratta di uno dei tracciati che conosco di meno.

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Detto questo, per le caratteristiche che lo contraddistinguono questo circuito mi piace, anche per via dei muretti che sono sempre molto vicini e a me come pilota piacciono parecchio.

E’ un circuito del tutto particolare. Si gareggia oltre i duemila metri e tutti i team scendono in pista con il massimo carico aerodinamico ma, nonostante questo, la vettura si comporta in maniera strana e il livello di grip è sempre molto basso”.