Il “capitale umano” è mediamente tra i migliori espressi dalla Formula 1 degli ultimi anni. A difettare è la disponibilità di “strumenti”, macchine in grado di portare più piloti in lotta per il campionato. Stefano Domenicali guarda a chi si è imposto top driver e chi, invece, si mette in luce nelle retrovie.

“Direi che dopo tantissimi anni siamo di fronte a una situazione dove non erano mai stati così tanti i piloti così forti.

E’ un valore aggiunto del campionato, vuol dire che nella filiera delle formule sotto la Formula 1, dalla Formula 4 nazionale, alla F3, alla f2, vuol dire che il lavoro impostato dalla federazione sta pagando”, spiega intervistato da GR Parlamento a La politica nel pallone.

MONOPOSTO CRUCIALE

“Abbiamo ovviamente in mente i giovani come Charles Leclerc, Max Verstappen - sembra un veterano ma ha 21 anni –, però dietro ci sono ragazzi forti come Norris, Russell, Sainz.

È difficile dare un verdetto, dobbiamo essere prudenti, perché da un lato parliamo di Hamilton che, salvo situazioni quasi non pensabili, si accinge a vincere un altro titolo e quando riesci a vincere così tanto, fai parte dell’Olimpo dei supercampioni della storia della F1.

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Parliamo di Charles che era noto essere un pilota straordinariamente forte, dal punto tecnico e soprattutto mentale: sembra avere il doppio dell’età per com’è calmo, razionale, freddo. Come deve dovrà affrontare i prossimi anni che lo vedranno sicuramente protagonista.

Verstappen è maturato molto, adesso sembra aver trovato un approccio diverso alle gare. Sono convinto che il campionato del prossimo anno sarà ancor più competitivo.

È chiaro che se i piloti non hanno a disposizione un mezzo per mettere in mostra le proprie caratteristiche, possono essere forti quanto vuoi ma la differenza totale sul pacchetto prestazionale, nella Formula1 di oggi, non la puoi fare”.

CONVERGENZA 2020?

Troppo importante la componente tecnica, troppo marcate le differenze tra due top team e il resto del gruppo, in una fase che andrà a chiudersi nel 2020 per aprire, con nuove incognite nel 2021, un ciclo dettato da un regolamento che punta a differenze prestazionali ridotte.

L’idea è di “premiare” lo sviluppo nell’ordine dei decimi e non dei secondi, per centrare l'obiettivo sono tanti i vincoli tecnici imposti.

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“Il vero tema al quale la F1 deve lavorare è che nel 2020, a parità di regolamenti, mi aspetto di vedere una competitività di più più vetture molto più vicina rispetto agli ultimi anni, è un aspetto fondamentale”, dice Domenicali. Quella convergenza che, secondo i grandi team, diverrebbe naturale a regolamenti stabili. La realtà ha dimostrato come, grandissime differenze, siano possibili anche a cicli tecnici stabili. Vedi la power unit Ferrari 2019 rispetto alla concorrenza.

FERRARI SVILUPPO VINCENTE

Un Domenicali che sul campionato della Rossa e le prospettive 2020 aggiunge: “Credo ci siano tutte le carte in regola per tornare a vincere. Dal punto di vista complessivo, quest’anno ha raccolto meno di quanto doveva per tanti motivi. Basti pensare all’inizio, al problema di affidabilità in Bahrain, se non ci fossero stati altri problemini, questo fine 2019 sarebbe stato diverso.

L'editoriale del direttore: Kimi & Lapo, che Cuori da corsa!

Mattia Binotto è un ragazzo straordinario che saprà tenere in tiro la squadra e saprà gestire il tema: quando hai due piloti forti devi avere un regolamento molto preciso, perché diventi un punto di forza e non debolezza.

La squadra deve ragionare in maniera molto chiara, senza discussioni. Mattia saprà dare i suoi input, abbiamo visto crescere la macchina. La stabilità regolamentare aiuterà le macchine che sono cresciute nel 2019 a essere competitive, la Ferrari ha una grande chance”.