Questione di modi e di stile, diversi. Le parole di Max Verstappen sulla presunta assenza di competitività della Ferrari - ricondotta al chiarimento diffuso dalla FIA con la direttiva tecnica in merito al corretto utilizzo del flussometro – e l’accusa di aver barato, hanno sollevato un polverone al termine del Gran Premio corso a Austin.

Questione di modi e di stile poiché, sul tema, non è stato l’unico a dire la propria. Anche Hamilton ha commentato le differenze velocistiche in rettilineo negli Stati Uniti, senza lanciarsi, tuttavia, in accuse dirette, non dimostrabili fintanto che non arriva una procedura formale dinanzi ai commissari del week end di gara.

Leggi anche: Alfa Romeo, le prospettive future in Formula 1

LE AVVISAGLIE PRIMA DELL'AFFONDO

Prima ancora delle parole rese alla tv olandese Ziggo Sport, in conferenza stampa quando è stato chiesto a Max e Valtteri Bottas se fossero sorpresi della prestazione Ferrari dopo la pausa estiva e se avessero una spiegazione, Verstappen commentava: “Non sono sorpreso. Affatto. Dopo ciò che è emerso, quello spiega tutto”. E Bottas: “Cos’è uscito fuori?”.

“Il pezzo di carta” (la direttiva tecnica; ndr).

“Non l’ho visto”.

JOS, PAROLE DURE DA MAX

Poi, l’affondo evitabile, il “è quel che accade a barare”. Parole che, a freddo, ha commentato Jos Verstappen. Concetti che andavano espressi diversamente. “Quando ho ascoltato quel che ha detto Max sulla Ferrari, ho pensato “oh, no”. Può non essere stata la più intelligente delle dichiarazioni, d’altra parte lo capisco, si dedica e vuole vincere. Prima della pausa estiva aveva vinto due gare ed era in pole. Sono rientrati dalla pausa estiva e non ha avuto chance contro le Ferrari.

Leggi anche: Gomme Pirelli, le 2020 non convincono i team. Ipotesi conferma 2019

La differenza non c’era nello scorso week end. Noi non sappiamo cosa fanno o non fanno le squadre, il fatto è che la Ferrari era meno veloce e penso che Max si riferisse un po’ a questo aspetto nelle sue parole. Naturalmente sono emerse in modo molto duro, capisco”, ha detto Verstappen senior a Ziggo Sport.

COMPETITIVITÀ RED BULL E CHANCE SPRECATE

Dell’assenza di chance per Red Bull al rientro dalla pausa estiva, Verstappen farebbe bene a chiedere lumi in Red Bull per la gestione del week end di Singapore, sul quale erano riposte enormi aspettative, salvo presentarsi con problemi d’assetto nati al simulatore. A Sochi, le RB15 non sono state mai in gara rispetto a Mercedes ancor prima che Ferrari. Suzuka e Austin, condizionate da episodi di gara, Spa da un errore di Max al primo giro.

Alle raccomandazioni, alle direttive, ai chiarimenti tecnici della FIA si vuole dare una forza che, nei fatti, è propria della protesta davanti ai commissari. Un passo al quale sembra, quasi per un accordo tra gentlemen, non volersi fare ricorso tra i team di vertice.

MODI SBAGLIATI

I chiarimenti sui cerchi Mercedes nel 2018, sull’utilizzo di olio in camera di combustione ancor prima, sull’utilizzo del flussometro nel lasso di tempo tra una rilevazione e l’altra nel caso della power unit Ferrari. Si deve risalire al GP di Monaco di un anno fa per registrare un’approfondita verifica, sollevata da Mercedes, sulla gestione dell’ERS Ferrari, dalla quale la Scuderia risultò perfettamente in regola con le norme tecniche.

“Penso che tutti sappiamo ci sia qualcosa di sbagliato, ma non puoi dirlo in quel modo. Non puoi mai sapere esattamente cosa accade, però possiamo vedere dai dati che improvvisamente le Ferrari erano molto meno veloci”, ha commentato Jos Verstappen. L’effetto collegato a una presunta causa.

“Prima guadagnavano tra i 7 e i 9 decimi in rettilineo, adesso l’incremento è dimezzato, però non puoi dimostrare davvero che hanno barato. E non dovresti dire troppo in merito”.