Una stagione affrontata da team principal che difficilmente avrebbe potuto regalare maggiore intensità nel ruolo a Mattia Binotto. Tra un recupero sul piano tecnico che ha visto la Ferrari rincorrere una condizione di competitività su tutti i circuiti e la necessità di gestire quello che è un lusso, due piloti del livello di Vettel e Leclerc, provando a trarre il massimo. Relativamente alle possibilità espresse dalla SF90 è maturato nel secondo posto nel mondiale Costruttori.

Ad Abu Dhabi si arriva con un chiarimento affrontato a Maranello su quanto avvenuto in Brasile. Un passaggio che Binotto tocca brevemente rispondendo ai tifosi sui social della Scuderia. “Abbiamo parlato domenica dopo la gara ma lo abbiamo fatto anche nei giorni successivi e durante la settimana.

Abbiamo discusso insieme, noi tre, e i ragazzi hanno capito che quello che è successo non è accettabile. Ma ora dobbiamo guardare avanti”.

Guardare a una chiusura di campionato possibilmente con un gran risultato e a programmare un 2020 ad alto rischio, stagione che porterà Vettel in scadenza di contratto e con scenari di battaglia aperta in pista tra i piloti da verificare nel loro esito e in quel che sarà concesso a entrambi, quali "libertà". 

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Ottimi compagni e team player

Del rapporto tra Seb e Charles e del loro contributo allo sviluppo della SF90, Binotto dice: “Gli aneddoti divertenti sono tantissimi, in realtà tra di loro si divertono, c’è un buon rapporto, c’è armonia, è molto diverso da quello che si può leggere o pensare, che ci sia conflittualità, non è il caso.

Ricordo in Giappone, successivamente alle polemiche della Russia, eravamo noi tre al ristorante, ci divertivamo, si sono rubati a vicenda il cellulare per guardare le foto l’uno dell’altro. Sempre molto divertente.

Il contributo del pilota è sempre essenziale, hanno uno stile di guida un po’ diverso, ognuno trova i propri limiti alla vettura. In questa situazione, quest’anno, per i problemi che avevamo, i loro commenti convergevano e questo ci ha aiutato a trovare e risolvere i problemi.

Credo siano degli ottimi compagni di squadra, perché sono entrambi molto veloci, sono buoni team player”.

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Rewind su Monaco e Messico

Del 2019 Binotto, potendo, cambierebbe due passaggi, due errori commessi dal team: “E’ sempre facile parlare col senno di poi ma la prima cosa che cambierei sarebbe Montecarlo, dove abbiamo commesso un errore con Charles. Per quando riguarda la strategia in gara, quella in Messico: penso avremmo potuto fare le cose in modo diverso ed essere un po’ più coraggiosi, a volte per vincere devi essere coraggioso”.

Squadra che in pista e a Maranello ha lavorato sodo per capovolgere un inizio deludente dopo le aspettative sorte nei test invernali. In Ferrari dal 1995, a lungo nel reparto motori, tra un inizio nella divisione GT e il passaggio alla GeS, del ruolo di team principal Binotto spiega: “La parte più difficile credo sia di difendere la squadra, proteggerla da quello che si può dire esternamente, da quello che la gente può può pensare. Fare in modo che tutti siano sereni e tranquilli nel modo di operare.

Quello che mi piace del mio lavoro è poter gestire le persone, fare in modo che siano felici e che riescano a ottenere il massimo da se stessi”.