“Non serve una laurea in astrofisica, ci sono sempre piccoli aggiustamenti da fare, nulla di grande. Non devo guidare diversamente, so come guidare e di certo non faccio le stesse cose di 10 anni fa. Sono migliorato di sicuro ma restano cose che qua e là posso far meglio”. Sebastian Vettel, chiusa la stagione ad Abu Dhabi si è proiettato a un 2020 nel quale dovrà offrire un altro rendimento.

È certo di poterlo fare, mentre per alcuni addetti ai lavori torna d’attualità il ricorso a un supporto esterno, a una sorta di preparatore psicologico. Ed è Mark Webber a tornare sull’argomento già emerso lo scorso anno. “Penso sarà assolutamente il periodo invernale più grande di tutta la sua carriera. È stata la sua stagione peggiore in Ferrari e si ritrova con una grande, grande sfida tra le mani al rientro il prossimo anno.

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È un vincente, un lottatore, un piccolo punto debole della sua armatura è non essere una persona che dà grande ascolto”, ha commentato a Channel 4.

Più che il ricorso a un mental coach, Seb lo scorso anno sottolineava la necessità di trovare “equilibrio, ho sviluppato certe cose che funzionano su di me e ho sufficiente autodisciplina. Trovo il tema molto interessante ma non ho incontrato la persona che credo possa aiutarmi".

Ritrovare nuova energia

Secondo Webber, essere diventato per la terza volta padre avrà un impatto nella gestione del prossimo campionato: “Ha tre figli a casa adesso, il prossimo anno ci saranno 22 gran premi. Io non ho figli ma sarà una vera, nuova, sfida che alcuni degli altri piloti non hanno.

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Se ha bisogno di cercare dei consigli, si tratta di un territorio inesplorato per lui poiché va verso la fase conclusiva della carriera, però ha bisogno di cercare tutti i diversi consigli professionali che può avere, anche da persone che possono aver fatto questo viaggio, per capire come può sbloccare quella nuova fase di passione, energia, che spingono ad andare avanti”.