Quanto visto nei test non annuncia una Haas tra le protagoniste a metà schieramento. Altri saranno in lotta per la zona punti, da Racing Point a McLaren, da AlphaTauri a Renault. Il team di Gene Haas è reduce da un 2019 nel quale sono mancati i risultati e la direzione nello sviluppo ha imboccato una strada errata, senza contare le vicissitudini legate al piano commerciale e la sponsorizzazione Rich Energy.

Cosa fare, in vista del futuro? Quale ruolo deve puntare ad avere in Formula 1? Gene Haas deciderà l’eventuale impegno in funzione dei risultati che arriveranno dalla pista e non nasconde tutte le difficoltà di una piccola squadra con risorse molto limitate.

Svolta nei risultati per alimentare l'interesse

C'è, soprattutto, una ripartizione dei bonus necessariamente da rivedere, per garantire la sostenibilità finanziaria di una presenza in Formula 1 sulla quale, il budget cap, ben poco andrà a incidere su squadre già ampiamente sotto il limite di spesa previsto in vigore dal 2021.

“Sto aspettando di vedere come inizierà questa stagione, se dovessimo avere un’altra annata cattiva, non sarebbe uno scenario favorevole alla permanenza.

Gareggiamo da 5 anni, è stata una fase di prova, facciamo la Formula 1 per 5 anni, vediamo come va e valutiamo, poi decideremo cosa fare. Non dico che non torneremo, dico che dobbiamo valutare. Impegnarsi per altri cinque anni rappresenterebbe un grande sforzo”, ha spiegato Haas a motorsport.com.

Gap da Ferrari positivo con un ma

Salvo clamorose sorprese, appare difficile per Haas candidarsi a sfidare quattro monoposto apparse davanti nei test: “La nostra macchina non è stata certo la più veloce, eravamo a metà gruppo. Diversi anni fa si trovava staccato di 5”, quest’anno saranno anche a meno di 2”. Penso che l’unica buona notizia sia stata l’essere non molto più lenti delle Ferrari, però le Ferrari non sono state al vertice della tabella dei tempi ogni giorno”.

F1 business conveniente per i primi

Dalle novità in arrivo nel 2021 si interroga sul rapporto costi-benefici, “tutti pensano che le modifiche saranno positive, però, ragazzi, sono costose. La Formula 1 è una sfida, uno sport difficile ed estremamente costoso, riversa uno stress enorme sulle squadre per gareggiare e non è un vero beneficio per quei team che non sono tra i primi 4 o 5”.

Distribuzione dei proventi da rivedere

Il regolamento tecnico prevede una revisione profonda del “modello Haas”, relativamente alle componenti Listed, da realizzare obbligatoriamente in prima persona, è tuttavia su altri aspetti finanziari che Gene Haas punta il dito, elementi di discussione con la FOM in fase di firma di un nuovo accordo che sostituirà il Patto della Concordia in scadenza: “Posso dirvi che, finanziariamente, non vale la pena. Il modello di business della Formula 1 non favorisce le piccole squadre, come tutti sanno, nel modo in cui i premi sono divisi, il 70% va ai tre principali team, il 30% agli altri sette: non è un buon modello economico.

Perlomeno nella nostra condizione, vieni pagato un terzo di ciò che costa gestire la squadra”.

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