Nel brevissimo periodo, a essere condizionata è soprattutto l’attività sportiva dall’esplosione della pandemia di coronavirus Sars-Cov-2. È l’effetto più immediato: gare cancellate, molte altre rinviate, un mondiale sul quale si fatica a intravedere la classica “luce in fondo al tunnel”. Arriverà, nei prossimi mesi. 

C’è poi una prospettiva di medio termine che sarà un contare altri effetti disastrosi della pandemia, l’impatto enorme che avrà sull’economia e, indirettamente, sul business rappresentato dalla Formula 1, che si regge su sponsorizzazioni, pagamento dei diritti da parte dei promoters delle gare, introiti maturati dalle televisioni.

Covid-19 spartiacque della Formula 1

Frederic Vasseur, intervistato da Auto Hebdo, prospetta quello che sarà lo scenario nel quale si troveranno a operare la Formula 1 e le squadre, una volta superata la prima tempesta, la paralisi delle attività dettata dal coronavirus. “Questa crisi coinvolge tutti, dalla Cina all’America, passando per l’Europa, come anche ogni settore. I tempi che ci aspettano saranno difficili, ci sarà un prima e un dopo il Covid-19 in termini di priorità e non sono certo che il motorsport ne farà parte”.

Liberty Media e la FIA proveranno a recuperare quante più gare possibile, ne va degli introiti e direttamente dei premi pagati alle squadre, vitali soprattutto per le più piccole. Ed è visto come un provvedimento inevitabile anche il rinvio della rivoluzione tecnica destinata al 2021, entrerà in vigore 12 mesi più tardi e con già un anno di operatività del budget cap.

Meno introiti, spese maggiori

“E’ stato essenziale rinviare le norme tecniche 2021 al 2022. Tra gli inevitabili introiti ridotti dalla FOM e le difficoltà che vivranno nei prossimi mesi i nostri sponsor, finiremo con una riduzione tra il 15 e il 20% delle entrate mentre i costi aumenteranno.

Moltiplicare il numero di triplette di Gran Premi (tre GP in tre settimane; ndr) richiederà l’assunzione di personale, per fronteggiare il ritmo superiore del susseguirsi di gare e saremo costretti a mettere in produzione un mucchio di pezzi - ali anteriori, fondi - che potremmo non utilizzare ma dei quali potrebbe esserci la necessità”, spiega Vasseur.

Meno entrate per la crisi che vivranno gli sponsor, merce rarissima in una Formula 1 che già prima della pandemia registrava la stragrande maggioranza di team con massime difficoltà economiche.

Sui contenuti dell’omologazione delle monoposto 2020 perché corrano anche nel 2021, Vasseur ha poi aggiunto: “Non è stato un incontro dei più sereni, perché ha dovuto rispondere alle preoccupazioni di alcuni, però alla fine ha prevalso il buonsenso. L’idea è di congelare almeno il telaio, il motore e altri componenti ancora da definire, come i portamozzi e altri. Non c’era necessità di dover decidere tutto ieri (19 marzo; ndr)”.