I semafori di spegneranno il prossimo febbraio, fino ad allora si preannuncia uno stop alle attività in galleria del vento sui progetti 2022.

E’ la via destinata a essere seguita dalla Formula 1, da dettagliare nei prossimi mesi e con un Consiglio mondiale del motorsport FIA, previsto in riunione ordinaria nel mese di giugno, chiamato a certificare i particolari dell’accordo trovato tra squadre, F1 e FIA stessa in merito al congelamento dei telai 2020 - e altri componenti - per il loro utilizzo anche nel 2021, con il rinvio di un anno dell'entrata in vigore delle nuove norme tecniche.

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Secondo quanto riporta Auto motor und sport, alle squadre – una volta ripresa l’attività in fabbrica e superato il periodo di stop ‘estivo’ obbligatorio di 3 settimane in atto – sarà vietato portare avanti lo sviluppo dei progetti 2022 in galleria del vento.

Sviluppo in regime di budget cap

Il punto è centrale, poiché sposta in modo ancor più effettivo la progettazione delle monoposto della rivoluzione regolamentare sotto l’ombrello del tetto di spesa, in vigore dal 2021, e fissato a 175 milioni di dollari.

Il rischio, tutt’altro che remoto, in assenza di un vincolo allo sviluppo aerodinamico 2022, era che le squadre di primo piano proseguissero i lavori in parallelo, tra monoposto 2020 e 2022, così da avvantaggiarsi dalle maggiori possibilità di spesa possibili quest’anno, prima dell’intervento della stretta regolamentare.

Perlomeno sul fronte aerodinamico – area di maggiore stravolgimento tecnico e con stringenti limiti alle libertà progettuali – è un rischio scongiurato.

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