Aspettando l’Ungheria si ricordava come nel 2019 avesse rappresentato il punto più basso, in termini di distacco dalla Mercedes, di un’intera stagione, con oltre un minuto di ritardo. Con i rettilinei dell’Austria e il fattore power unit più incisivo che non all’Hungaroring – importante quanto vuoi ma meno rispetto a Spielberg – alle spalle, si sperava un esito diverso da quello andato in scena domenica. Ferrari doppiate, senza replica.

Sterzi a parte: Parlo di Ferrari ma non di Binotto

Così - confermando quanto intravisto in Austria - non solo drag è il male tecnico che rallenta la SF1000. E visto il trittico di gare davanti si preannuncia un agosto rovente. Con questa Mercedes, con questa Racing Point, con la competitività del metà gruppo, Silverstone e Barcellona si annunciano circuiti difficilissimi per la Rossa.

Dinamica inaccettabile

Mattia Binotto fa la sintesi di un GP ancora insufficiente, "una domenica davvero deludente, un risultato difficilissimo da digerire. In qualifica eravamo riusciti a tirare fuori il meglio del potenziale attualmente a disposizione ma in gara non è stato così. Finire doppiati brucia tantissimo, a noi e a tutti i nostri tifosi.

Ora torniamo a casa dopo una trasferta lunghissima e dobbiamo cercare di fare di tutto per migliorare in ogni modo e su tutti i fronti. Servirà un'analisi chiara da parte di ciascuno e il coraggio di cambiare rotta, se necessario: la dinamica attuale non è accettabile. Non ci sono altre ricette per rimediare a questa situazione".

SF1000 deve migliorare ovunque

Di cambiamento, anche di ruoli da rivedere nell’organizzazione del lavoro all’interno della Gestione Sportiva, il team principal ne parlava già venerdì scorso: non è un argomento tabù, in una visione tuttavia di stabilità nel suo insieme.

Servono più che mai i risultati, una svolta tecnica difficilissima da produrre con il sistema di sviluppo a gettoni accettato sapendo di condizionare pesantemente il 2020 e il 2021, dalla Ferrari.

GP Ungheria: la gara in 5 pillole

“Ci sono un paio di settimane prima di Silverstone e sarà importante a Maranello valutare tutti gli aspetti della macchina e dell’organizzazione, qualunque cosa sia dobbiamo migliorare. Gli aggiornamenti introdotti in Austria hanno migliorato la correlazione tra galleria del vento e pista. Perlomeno abbiamo affrontato questi punti, però il divario in termini di prestazione è ancora lì. Ci manca velocità sui rettilinei e ci manca velocità in curva. In generale la macchina va migliorata in tutte le aree”, le parole di Binotto dopo il GP d’Ungheria.

Sviluppo a gettoni, scelti i componenti da modificare

Miglioramenti che, nel perimetro dei componenti omologati per il 2020 e 2021, richiederà l’utilizzo dei gettoni, 2 a disposizione di ciascun team, per intervenire durante l’anno. Una selezione da comunicare alla FIA entro mercoledì su quei pezzi che verranno congelati dall'ottavo GP stagionale (Monza), come previsto dalla procedura dell’articolo 22.1.4 del Regolamento tecnico.

Sui pezzi omologati congelati al via in Austria la richiesta alla FIA di intervento andava avanzata 5 giorni dopo la conclusione della fase di chiusura obbligatoria delle fabbriche. Periodo in cui la Ferrari era al lavoro con interventi sulla power unit, messi in pausa dallo stop. 

“Presentiamo i nostri gettoni, proviamo in qualche modo a intervenire come possiamo per la prossima stagione in termini di sviluppo della monoposto, provando a capire quali sono le principali debolezze in questa stagione", ha approfondito Binotto.

"Il sistema dei token è stato strutturato prima del completo congelamento che abbiamo. Penso fosse importante avere almeno 2 gettoni, ovviamente è un sistema in generale di compromesso sull’intera situazione attuale post-Covid. Non possiamo essere pienamente contenti perché, a guardare dove siamo come Ferrari, la nostra intenzione sarebbe stata di uno sviluppo pieno, però capiamo il senso e credo che sia parte, come abbiamo spesso detto, dei compromessi assunti in questo periodo. Noi, come Ferrari, sapendo la nostra situazione, l’abbiamo valutato come un atto di responsabilità verso l’intera F1 e gli altri team”.