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“He's a lucky boy”

“He's a lucky boy”, “è un ragazzo fortunato”. Mentre Max Verstappen si sfogava per un pit-stop (forse) di troppo, il suo ingegnere di pista Giampiero Lambiase provava a consolarlo. Su chi sia il ragazzo fortunato secondo la Red Bull, ovviamente, nessun mistero: Lewis Hamilton. Il quale sì, fortunato lo è stato. Ma anche e soprattutto bravo nel portare al traguardo una macchina sbilanciata su tre ruote. Se la Red Bull ha optato per una sosta conservativa, del resto, non è colpa di Hamilton. La buona sorte di Lewis, semmai, sta nel fatto che sulla sua macchina la foratura si sia verificata all'ultimo giro, non al terzultimo come nel caso del compagno di squadra Bottas. Lì sì, forse, c'è entrata di mezzo la dea bendata, perché il danno subìto da Valtteri è stato nettamente superiore a quello patito da Lewis, che oltre a dover percorrere molta meno strada (il finlandese ha forato all'ultima curva, dovendo compiere un giro completo prima di tornare ai box, mentre l'inglese ha visto afflosciarsi il pneumatico solo dopo la Luffield), non ha dovuto neanche scontare il tempo del pit-stop dato che eravamo all'ultimo giro. Giro 50 e giro 52, ecco: i due giri che potrebbero aver già dato una svolta definitiva al mondiale. E' vero che alla fine vincono sempre i più bravi, ma il buon Valtteri di certo non meritava di finire a -30 dopo un fine settimana tutto sommato positivo, dove era stato veloce quasi quanto Lewis in qualifica e dove in gara non aveva sfigurato, tenendo sempre e comunque un gran ritmo. Sul fatto che Hamilton stesse solo gestendo possiamo discutere, anche se non c'è risposta definitiva. Forse Valtteri è stato sfortunato anche con le due safety car, nel senso che la vettura di sicurezza ha tolto qualche giro “vero” di gara, facendo risparmiare qualcosa ai piloti sulle gomme. Senza la vettura di sicurezza, non è da escludere che si sarebbe andati su due soste, una strategia che avrebbe favorito sicuramente Bottas: il numero 77, al contrario del 44, aveva a disposizione un treno di medie nuove in più, quel treno che Lewis aveva “sprecato” girandosi in Q2. Valtteri ci ha sperato, e può darsi che nella sua testa ci fosse questa speranza: ma quando uno è “lucky”, oltre che fortissimo, c'è ben poco da fare.

Hamilton: "Avevo il cuore in gola!"

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