Una pole position voluta, perché serviva una dedica speciale. Lewis Hamilton partirà per la 93° volta in carriera davanti a tutti, e lo farà pensando a Chadwick Boseman, attore 43enne, il primo di colore ad interpretare un supereroe della Marvel, nella fattispecie Black Panther. 

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Un brutto risveglio

A lui infatti è andato il pensiero del pilota della Mercedes: "Oggi ogni giro è andato sempre migliorando, abbiamo fatto tantissimo lavoro. Oggi per me è una pole davvero importante, appena alzato stamani ho letto la notizia peggiore che potessi immaginare, la scomparsa di Chadwick. E' stata un'annata davvero pesante, questa notizia mi ha colpito duramente, non è stato facile ritrovare la concentrazione. Ho cercato di lavorare alla perfezione per la nostra gente e per lui, per ciò che ha fatto con i supereroi, dimostrando ai giovani ciò che è possibile. E' stata una luce brillante che non dimenticheremo mai".

La cronaca delle qualifiche

Scia? No grazie

Hamilton poi ha proseguito parlando della sua guida: "Ho studiato quello che potevo fare, in passato in alcune situazioni avevamo cercato le scie, ma questo a volte portava anche a delle sessioni confuse. Qui non è facile trovare il giusto livello d'ala, infatti ci sono alcuni che sono molto veloci nel primo e nel terzo settore ma non lo sono nel secondo. Noi non siamo formidabili nel T1 e nel T3 ma siamo molto molto forti in quello centrale, ed io ho scelto un assetto che mi permettesse di guidare in aria pulita senza preoccuparmi di chi mi sta davanti o dietro, senza pensare a dover trovare la scia giusta in uscita dall'ultima curva, perché la scia la puoi trovare anche se hai qualcuno a sei o sette secondi davanti, io non volevo che qualcuno mi prendesse, ho cercato di fare il miglior lavoro possibile da solo.

E' stato incredibile guidare questa macchina, come dicevo i giri sono andati sempre meglio, non è semplice sfruttare al massimo la vettura su questa pista, perché a volte togli gas troppo presto, concentrandoti sull'uscita della curva, invece qui è importante trovare equilibrio. Penso di non aver commesso neanche un errore, in nessun giro, ma soprattutto nel Q3, ho tirato fuori un asso, e non pensavo di poter battere quel tempo. La curva 1 negli ultimi anni è stato un po' il mio punto debole, invece stavolta sono riuscito a farla alla grande, nel secondo tentativo ho visto che nella prima curva avevo guadagnato ancora ed ho continuato a rosicchiare pezzo dopo pezzo. E' stato un giro ottimo, incredibile".